Frosinone, Longo: "Dobbiamo ritrovare la scintilla che ci faccia rimettere in carreggiata"
Allenamento pomeridiano di rifinitura e conferenza stampa che slitta alle ore 14. Clima finalmente primaverile, il tecnico Longo è al lavoro con il suo staff già dalla mattina prima di presentarsi nella sala conferenze della Cittadella dello Sport. Dove il clima è positivo. Perché 55 punti in 32 partite, con 30 punti ancora sul piatto, un secondo posto per ora reale e, più in generale, 129 punti nelle ultime due stagioni ottenuti con lo zoccolo duro di questi gruppo, al netto di qualche pausa, non sono un ruolino di marcia da mettere alla ‘berlina’. E l’equilibrio spesso prevale sul tentativo di sparare in maniera indiscriminata sulla Croce Rossa.
Mister Longo, che spiegazione si dà su questo momento del Frosinone tra luci ed ombre?
“E’ normale che da parte nostra ci sia tutta l’attenzione per cercare di analizzare questo momento di flessione. Sono stati fatti dei ragionamenti che portano ad avere obiettività e equilibrio: se mi riferisco alla partita col Perugia, giocata a fine febbraio, e dove prima dell’espulsione di Soddimo il Frosinone stava giocando la miglior partita della stagione come da più parti è stato detto, credo che in meno di un mese non si possa diventare l’esatto contrario. Dopo la partita di Palermo la squadra ha comunque perso qualche certezza che non ha permesso di sviluppare quello che solitamente riusciva a fare sotto il profilo del gioco, della fluidità. Sotto questo aspetto penso che dobbiamo ritrovare la scintilla che ci faccia rimettere in carreggiata, esattamente come la gara di Palermo ci ha tolto quella sicurezza che aveva prima. Dobbiamo essere bravi noi a ritrovare velocemente questa convinzione e sicurezza che il Frosinone non può aver perso”.
Ed alla luce di questa fase così particolare ha in mente di cambiare qualcosa?
“Cambiamenti li stiamo provando e preparando. Eventualmente ci sarà l’opportunità di provare qualcosa di diverso. Ma quando è la testa a dover subire il cambiamento più grande non credo che siano i moduli ad incidere e a dover fare la differenza. Bisogna ritrovare l’autostima”.
A Terni lei ha schierato la stessa formazione che aveva schierato con il Perugia e la Ternana si schiera con lo stesso modulo dei grifoni. Con il Perugia giochiamo per 30 ‘ la miglior partita, con la Ternana una delle peggiori. Quale la differenza tra quei due Frosinone, è solo mentale?
“Credo di avere una certezza: nel calcio la testa conta più di ogni cosa. Non è una questione di interpreti ma di mentalità. Dobbiamo essere bravi a ritrovare il filo conduttore, lo spirito sbarazzino che ci aveva permesso di fare quello che avevamo fatto a lungo, per 16 giornate. Il nostro lavoro è pieno di dinamiche che cambiano, dobbiamo concentrarci a ritrovare una quella condizione mentale accettabile e positiva. Ci siamo posti anche la domanda sulla questione fisica: può esserci stata una flessione di prestazione ma nelle ultime due partite, nei secondi tempi si è giocato ad una porta sola con la squadra avversaria che è crollata sotto il profilo fisico anche se poi è mancata la stoccata da parte nostra. Poi è normale che nei singoli giocatori c’è chi può stare meglio di un altro ma la nostra condizione non credo sia un problema”.
Tre giorni per preparare la partita. In che modo?
“Sappiamo di affrontare una squadra forte, una squadra del campionato di B. Dove tutti possono vincere o perdere con tutti. A noi serve una vittoria per ripartire, per invertire la rotta in maniera immediata già da giovedi. E poiil Perugia giocava con 3-5-2 come giocherà il Venezia, come l’Empoli nel girone di andata e l’uomo in meno in mezzo al campo, come ho sentito dire, non lo abbiamo patito”.
Può dirci qualcosa sotto il profilo delle novità? Ci può dire qualcosa su Sammarco ad esempio? Può essere della partita?
“Sicuramente cambieremo qualcosa rispetto a Terni. Per quanto riguarda Sammarco è un giocatore che migliora di giorno in giorno. E presto lo rivedremo in campo. Già adesso potrebbe giocare uno scampolo di gara”.
Avete detto ai tifosi: noi faremo di più. Cosa significa? Anche se la domanda avrei voluto farla non solo a lei a tutti e 26…
“Assolutamente di sì. E’ nostro dovere. Ma lo faremo anche a prescindere. E se siamo professionisti dobbiamo dare il 100% e qualcosa di più. Per ora se non è bastato, siamo in dovere di dare ancora di più: per i tifosi, per la Società e per noi stessi. Perché i primi ad essere delusi siamo noi. Quando ci sono le problematiche l’unica ricetta è rimboccarsi le maniche”.
Che valenza ha avuto la presenza del presidente Stirpe al vostro fianco?
“E’ fondamentale, ci mette nelle migliori condizioni per poterci esprimere. Questa Società che sta crescendo a vista d’occhio ci mette sempre nelle migliori condizioni per lavorare bene. Una Società che ha obiettivi importanti. Lo ripeto, la sua vicinanza è, deve essere e sarà fondamentale per tutti noi”.
Cosa si aspetta dai tifosi?
“Mi aspetto un grande aiuto, dal 1′ al 95′. Perché il momento di difficoltà c’è, non ci nascondiamo. Ma insieme possiamo invertire la rotta. La squadra ha qualità tecniche ed umane per farlo in un momento di difficoltà che in un anno arriva per tutti. E se il pubblico manifesta alla fine la sua insoddisfazione è lecito che lo faccia ed è giusto che noi lo accettiamo”.
Premesso la condizione di classifica attuale, le parole dette in estate, lei in questi giorni si è sentito mai in discussione?
“Un allenatore è sempre in discussione. E le stagioni hanno sempre il loro corso, al di là dei discorsi estivi. Anche quando le cose andavano bene non stavo a pensare a cosa sarebbe successo se avessimo perso qualche partita. Quanto agli obiettivi iniziali li vedo rispecchiati nella situazione attuale. La dichiarazione mia e della Società non erano di facciata perché ce le eravamo dette al momento della stipula del contratto. Mi era stato chiesto di lavorare su qualche giovane. Sono stato messo in croce perché ho utilizzato Matarese per due-tre volte, qualche settimana fa mi chiedevate perché non utilizzassi i giovani. Questo è il calcio, continuo ad andare avanti con grande dedizione tenendo ben presenti gli obiettivi che mi erano stati dati”.
Secondo lei per la promozione diretta che tipo di importanza riveste la gara con il Venezia?
“Fondamentale come tutte le altre. Noi crediamo e siamo convinti di centrare la promozione diretta. Anche se il Palermo dovesse vincere saremmo sempre a -2 dalla promozione diretta. E possiamo giocarcela. Magari se quella striscia positiva l’avessimo fatta un po’ dopo, oggi vedremmo il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto”.


