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Piacenza, Madonna: "Purtroppo conta solo il risultato"

Piacenza, Madonna: "Purtroppo conta solo il risultato"TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani
sabato 19 marzo 2011, 19:45Piacenza
di Federico Errante
fonte www.tuttoatalanta.com

Un ritorno a Bergamo in agrodolce. Sì, perché il suo Piacenza ha tenuto botta all'Atalanta almeno fino al secondo rigore assegnato ai padroni di casa, prima di soccombere quasi senza colpo ferire all'indubbio gap tecnico con la capolista. Armando Madonna, onestamente, senza Graffiedi, Catinali e la bocca da fuoco Cacìa, nella sfida a una parte importante del suo passato da calciatore (19 presenze e 1 rete in B dal 1981 al 1983, 57 e 12 in A nel periodo 1988-90) partiva già zavorrato.

Sconfitti sì, ma con onore.

"Posso rimproverare ai miei solo l'ingenuità commessa nel finale del primo tempo, quando eravamo sotto immeritatamente 2-0 e il cronometro stava ancora scorrendo. Non si possono lasciare autostrade simili alla prima della classe. Un errore di gioventù, nel senso letterale del termine: avevamo in campo un '91, due '89, tre '88 e un '87 in difesa".

Tra il primo e il secondo penalty contro, però, una certa brillantezza s'è vista. Questa sconfitta chiude una serie positiva che durava da sei turni, in cui avete vinto cinque volte permettendovi il lusso di sbancare il campo della seconda in classifica (il Siena).

"Putroppo nel calcio non serve tenere testa per larghi tratti all'avversario, se poi quello sfrutta gli episodi con l'opportunismo che chi comanda la classifica deve avere. Conta solo il risultato, chi lavora in questo ambiente lo sa fin troppo bene. Oggi abbiamo concesso poco, tutto sommato. Nessun rammarico, perdere ci stava".

Proviamo a fare lo stesso un'analisi dello svolgimento della gara. L'avete affrontata senza timori riverenziali.

"Forse avremmo dovuto gestire meglio la palla e farli correre, invece ho visto a tratti molta fretta di andare alla conclusione. L'Atalanta è fortissima, indubbiamente la migliore dell'intera serie B. Quindi di certi regali non avrebbe proprio bisogno...".

Un'allusione evidente ai rigori, che non devono esservi andati giù.

"Non polemizzo con l'arbitro, ma certo poter segnare due volte su tre dagli undici metri è un vantaggio non da poco. A Calvarese, semmai, posso rimproverare l'ìammonizione nel finale a Guerra: con Zenoni era già diffidato, ci mancherà nel match salvezza del prossimo turno col Portogruaro".

Non pensa, piuttosto, che siate stati puniti per aver osato giocare a viso aperto, quasi alla pari con un'Atalanta meglio attrezzata dal punto di vista complessivo?

"Non credo che venire a Bergamo per cercare punti sia sfacciataggine o presunzione. Volevamo fare la nostra parte, non siamo gli sparring partner di nessuno. In tutti i novanta minuti i contropiedi concessi saranno stati al massimo tre: non mi pare di aver subìto o di essere stato sovrastato sul piano della manovra".

La stagione del suo Piacenza sta sorprendendo tutti. Pochi mezzi, ma bene sfruttati. Siete a metà classifica, dopo tutto.

"Non abbiamo altre ambizioni che rimanere a galla dove ci troviamo adesso. La rosa non è costruita per battagliare con le big, siamo consapevoli dei nostri limiti. Senza Cacìa che segna e Catinali che distribuisce palloni, poi, è chiaro che tutto risulta più difficile".