RdC: "Modena e Cittadella, modelli opposti di squadra"
"Gialli e Cittadella, modelli opposti di squadra", titola il Resto del Carlino.
Diametralmente opposte, lontane nella storia recente ma mai così vicine come in questo momento. Vicine perchè è la classifica che lo dice, canarini e veneti sono divisi da appena due punti e stanno condividendo un avvio di stagione non semplice ma Cittadella e Modena (sabato il match arbitrato da Maria Sole Ferrieri Caputi) hanno ben poco in comune, se considerassimo scelte e filosofie adottate negli ultimi anni. Le proprietà, anzitutto. A Cittadella tutto si deve ad Andrea Gabrielli, presidente del club dal 2009 capace di far diventare ’grande’ una realtà di provincia, grazie alla lungimiranza e agli investimenti giusti su giovani e giocatori da valorizzare senza mai effettuare il passo più lungo della gamba. Per portare avanti un’idea del genere, serviva la sagacia di un uomo come Stefano Marchetti, direttore sportivo che dai primi anni duemila non smette di sorprendere. Gabbiadini, Zaccagni, Kouamè, lo stesso Diaw, sono solo alcuni dei nomi che Marchetti è riuscito a lanciare con la sola forza delle idee, per l’appunto. Affascinante, tra le altre, la sfida nella sfida con Davide Vaira. Il veterano e il nuovo che avanza, due generazioni a confronto, chi la B la conosce come fosse casa sua, chi la B l’ha scoperta per la prima volta in carriera e quest’anno dopo averla conquistata sul campo [...].


