Livorno, Pillon:"Voglio solo giocatori motivati"
E' una splendida giornata di sole ad accogliere Giuseppe Pillon, il nuovo allenatore del Livorno a cui Aldo Spinelli ha affidato l'arduo compito di oliare il famoso progetto su base triennale improntato sui giovani.
Persona schietta il "Bepi", con le idee chiare e una gran voglia di far bene in una piazza che ha estremo bisogno di ritrovare sorriso, passione e motivazioni.
Dopo un pit-stop alla Caprillina l'uomo di Preganziol (Treviso) si è concesso alla fitta schiera di giornalisti per la consueta conferenza stampa di presentazione nei locali dell'Armando Picchi: "Essere l'allenatore del Livorno è un grande motivo d'orgoglio – attacca l'ex Chievo e Ascoli – con il presidente abbiamo trovato subito un accordo e una sintonia che reputo fondamentale per cominciare nel migliore dei modi una nuova avventura. Con quale spirito arrivo all'Ardenza? Positivo, anche se so benissimo che le retrocessioni si digeriscono a fatica. Ma cercherò comunque di riportare ardore ed entusiasmo".
Pillon adora il 4-4-2, da diciotto anni addestra le sue squadre a tale modulo. Lo farà anche con il Livorno?
«Sono una persona franca, di conseguenza dico sempre quello che penso. Per quanto riguarda il modulo è vero, confido nel 4-4-2 e il mercato seguirà delle dritte ben precise. Non si compra tanto per comprare, altrimenti c'è il rischio di mandare in fumo il lavoro di un'intera estate. Spinelli è stato chiaro, non ambisce a vincere il campionato, ma vuole vedere una squadra giovane e motivata. Poi nel calcio mai dire mai».
Linea verde e tetto ingaggi che non superi i 150-200mila euro, parola di presidente. Tavano ne percepisce 800mila, ma potrebbe rappresentare un'eccezione. Lo vedrebbe nel suo undici ideale?
«Sì, e le dichiarazioni che ho letto stamani (ieri, ndr) non possono farmi altro che piacere. Io non mando via nessuno, ma come ho già sottolineato chi indosserà la maglia amaranto dovrà sposare il mio modo di pensare. Solo così sarò in grado di dare un'identità allo spogliatoio».
Capitolo mercato. Quali ruoli necessitano più di altri di innesti immediati?
«Senza ombra di dubbio le fasce. E a tal proposito Schiattarella rappresenta un eccellente investimento, così come potrebbe esserlo Bonetto. A quel punto, però, andrebbe presa in considerazione la posizione di Pieri. A parole è semplice cedere un giocatore, trovargli una sistemazione un po' meno».
E il reparto avanzato di cosa avrebbe bisogno?
«Intanto c'è da valutare chi è sotto contratto. Dionisi, ad esempio, è un ottimo giocatore, capace di attaccare lo spazio e mettersi al servizio dei compagni. Accanto ad una prima punta, che potrebbe essere Danilevicius, lo vedo proprio bene».
E' vero che nella lista presentata al presidente ci sono Antenucci e Bernacci dell'Ascoli?
«Sono due ragazzi di indubbio valore, non è da tutti siglare 39 gol in coppia. Il cartellino del primo è di proprietà del Catania, mentre il secondo tornerà al Bologna. Eventuali trattative dunque si annunciano lunghe e complicate».
Al centro Coni è già stato?
«No, al "sopralluogo" hanno pensato mio fratello Albino (allenatore in seconda, ndr) e Oscar Piergallini (preparatore atletico, ndr) insieme ad Elio Signorelli».
Che tipo di campionato sarà la serie B 2010/2011?
«Difficile, cosparso di pericoli e pieno di sorprese. Siena e Atalanta sono attivissime sul mercato, ma attenzione alle sorprese sia in negativo che in positivo. La Reggina ne è la prova schiacciante».
La retrocessione ha permesso a cinque Primavera di provare l'emozione dell'esordio in serie A. Il più promettente è Francesco Bardi, portiere classe 1992 e titolare della nazionale Under 18.
«Roberto Bocchino (preparatore dei portieri, ndr) determinerà chi è più bravo. Non schiero giocatori in base alle simpatia o alla carta d'identità. In campo vanno i migliori».
Parlando di profili caratteriali, Pillon come avrebbe gestito Balotelli?
«Alla Mourinho. Mario ha un talento cristallino, ma deve controllare la propria impulsività».
Con Spinelli ha parlato anche di Lucarelli?
«Assolutamente no».


