Livorno, Lucarelli:"Si, Bruno è la punta ideale"
La sua carriera non è mai stata piatta, serena o banale. Al contrario sembra uscita dalla penna di un giallista rinomato come il suo omonimo Carlo Lucarelli.
Che guardacaso è nato a Parma - lo stesso mese suo, ottobre - proprio nella città che riaccoglie il bomber dopo una stagione, con la speranza che il livornese irrequieto trovi sintonia con il nuovo tecnico Marino e con i compagni perché le liti, la fascia di capitano ripudiata ed altro furono episodi che scossero il club gialloblù.
DECISO. Ma Cristiano Lucarelli è cambiato e cerca un finale di carriera in controtendenza: vuole uscire dalla trama del romanzo dai risvolti psicologici forti. «Ho parlato con il presidente Ghirardi - spiega dalla Sardegna - ed ho avuto l'impressione netta che punti ancora su me. Abbiamo parlato della squadra che sarà potenziata per cercare di guadagnare qualche posizione di classifica».
NO TORO. Insomma, al momento Lucarelli sa che onorerà il ricco contratto (1,700 milioni) a Parma e che il «Tardini» lo ospiterà ancora. «Mi hanno telefonato dicendomi che si era sparsa la voce di un mio trasferimento in maglia granata con il passaggio dell'attaccante Bianchi a Parma ma questa è una vera e propria bufala. Tra l'altro penso che il presidente Urbano Cairo abbia problemi di gestione».
Una promozione in A, 180 partite e 102 gol, poi la partecipazione alla Coppa Uefa: questo ha lasciato alle spalle il capitano appassionato e turbolento, polemico ma sanguigno che ha vissuto l'addio con una stagione difficile e una retrocessione amara. Nell'immediato disse: «Lo spirito livornese non c'è più, né nella squadra e né tantomeno dentro la società».
RILANCIO. È ripartito con la consapevolezza di aver fatto il proprio tempo in un ambiente dove ormai non si sentiva più, per tanti motivi, solo lui in grado di giudicare e valutare in rapporto alla propria sensibilità. Lucarelli ha avuto un colloquio telefonico anche con il tecnico Marino che gli avrebbe fatto capire di far parte del discorso tattico. «Qualcuno ha detto che sono finito anche se vengo da una stagione con 10 gol. A Parma sono innamorati di Bojinov che di reti ne ha realizzate otto. Vedo che in nazionale è andato Quagliarella che nel Napoli ne ha fatti 11. Vedremo se sono finito. Io non credo e penso di poter dire ancora la mia e soprattutto di ripagare la fiducia del presidente Ghirardi».
ALINO. A Parma non ritroverà soltanto suo fratello Alessandro e l'amico del cuore Stefano Morrone, in maglia gialloblù potrebbe riabbracciare addirittura Alessandro Diamanti per il quale sembra esaurita nel breve spazio di un campionato l'esperienza con il West Ham. A Parma, del resto, danno per imminente l'acquisto dell'attaccante-fantasista pratese che si è affermato nel Livorno. Semmai la società emiliana avrà il problema di due attaccanti anziani e con identiche caratteristiche: Crespo, infatti, è tutt'ora sotto contratto e molto legato a società e città.
BRUNO. Lucarelli però in questo momento pensa solo a ricaricarsi, per quanto un occhio al Livorno sia rimasto. «Ho saputo dell'interessamento all'attaccante Bruno: lo ritengo davvero un buon giocatore in grado di fare bene. Ha le caratteristche giuste».
UNICOOP. Comunque la sua vita non è solo calcio, ma anche imprenditoria. E Lucarelli in queste ore sta lavorando per allargare il raggio d'azione della Unicoop, la cooperativa che opera nel settore portuale strappata al fallimento e in piena fase di rilancio. Nuovi spazi Lucarelli sembra averli individuati nel porto di Carrara e lunedì incontrerà Maurizio Mian per capire se il progetto, che ovviamente lo vedrebbe impegnato anche all'interno della società calcistica azzurra retrocessa in serie D, può partire. L'avventura continua, la trama lucarelliana si allunga. Scommettiamo che tornerà sul luogo del delitto? Sennò che giallo sarebbe


