TIRRENO - TUTTI ZITTI, PARLA CAMILLI
«L’Us Grosseto, nella persona del presidente Piero Camilli, al fine di evitare problematiche relative a dichiarazioni dei suoi tesserati male interpretate o espresse in situazioni psicologiche particolari dovute allo stress agonistico, dispone il silenzio stampa assoluto per tutti i suoi tesserati fino a nuova comunicazione».
È il comunicato sorprendente che ci accoglie nella giornata di ieri. Comunicato che così prosegue: «Lo stesso presidente si renderà disponibile al termine delle partite a rilasciare dichiarazioni e interviste relative agli incontri». Un silenzio stampa che non si sa se è da mettere in relazione con alcune frasi di mister Gustinetti nel dopogara («A Grosseto ci sono umili giocatori sottopagati rispetto ad altri. Mi ci metto anche io insieme al mio staff»). Il Gus era l’unico interlocutore autorizzato, visto che con i giocatori è vietato parlare ormai da lungo tempo. Il silenzio che invece ha accolto il fischio finale del signor Morganti sabato scorso testimonia, più di ogni parola, il sentimento attuale del popolo biancorosso. In quel silenzio c’è tutta l’amarezza per una settimana che prometteva una classifica incredibile e che, alla fine, vede il Grosseto rimanere ancorato “solo” al terzo posto, agganciato da Brescia e Cesena. I pareggi con Mantova e Sassuolo, nel doppio turno interno casalingo che seguiva la splendida vittoria di Brescia, suonano a bocce ferme come una mezza delusione, inutile far finta che non sia così. Inutile raccontarci il contrario. Persino i circa 700 spettatori in meno registrati con il Sassuolo, rispetto al Mantova, dicono di una piazza molto umorale, come del resto lo è Grosseto che già sanciva in maniera decisa la prima amarezza settimanale. Nessuno osava sperare nei 6 punti, ma 4 erano il bottino minimo che i più (ed evidentemente anche patron Camilli, vista la decisione presa), si attendevano da Pinilla e compagni.
E’ un momento strano, delicato. La squadra, a 12 gare dalla fine, può ancora portare a casa ogni tipo di risultato; dal primo posto (a soli 4 punti), ai playoff, come il nulla. Le frizioni tra proprietà e allenatore sono sempre più evidenti. In ogni caso, il Gus ha ragione quando dice di non avere a disposizione una squadra di “fenomeni”. Quando ringrazia pubblicamente Pinilla per quello che sta facendo. Non si offenderà certo nessuno se diciamo che buona parte del merito di questa classifica è tutta del “marziano” cileno, atterrato nel contesto di una squadra sì buona, ma non certo con l’organico per stare dove si trova. Lo stesso Pinilla, lo si vede in campo, se potesse difenderebbe, recupererebbe palla, si lancerebbe e poi andrebbe anche a segnare, tutto da solo. Semmai, agli altri si può dire di provare a prenderlo ad esempio, almeno nella voglia di provare a vincere sino al 90’. Ma è chiaro che siamo di fronte a una squadra stanca che non appena deve rinunciare ad alcuni dei suoi pezzi migliori e con gli altri in campo con acciacchi vari, vede acuire i suoi ormai cronici problemi, soprattutto nella fase difensiva. Il bersaglio dei più è ormai sempre più il povero Acerbis che invece il Gus difende a spada tratta. Però, che il portiere titolare piaccia o meno, durante i 90’ sarebbe più costruttivo da parte dei contestatori, per il bene di squadra e risultato, evitare di metterlo cotanto in imbarazzo. Non va comunque dimenticato che ancora nulla è perduto e che rompere il giocattolo adesso sarebbe sin troppo facile. Dimenticare la nostra storia e da dove veniamo, una vera stupidaggine. Adesso più che mai c’è bisogno di stringersi attorno a squadra e allenatore, pur non condividendone certe scelte, ma per continuare a vivere questo sogno.


