TIRRENO - SORPASSO SUBìTO
Nella sua fase iniziale di tentativo di mutazione - da creatura spettacolare, ma forse troppo distratta, a squadra più compatta e attenta - il Grosseto di sabato scorso lascia tutti quanti, a partire dal neo mister Maurizio Sarri, con la stessa sensazione; c’è ancora tempo per migliorare.
La domenica regala un altro schiaffo alle ambizioni biancorosse ed è singolare come sia proprio l’ex Garofalo, con una rete nel finale di Reggio Calabria, a far scivolare ancora più indietro i biancorossi in classifica. La volata finale, a 10 gare dal termine, sembra dire di un Lecce ormai lanciato verso la promozione diretta. A questo punto, l’augurio generale è che anche il Toro possa aver messo finalmente il turbo. Se anche i granata se ne andranno direttamente in serie A, almeno assisteremo a dei playoff equilibrati e senza sospetti, tra squadre di pari valore. Ammesso ovviamente che tale traguardo possa essere alla fine centrato anche dal Grifone. Certo, la classifica è ancora molto corta ed è anche possibile sognare ancora più in grande.
Ma in questo momento, il buon senso consiglia un basso profilo e la ricerca, attraverso il lavoro e l’umiltà, di una nuova identità. Quella che in pratica chiede Sarri alla sua nuova squadra. Inutile piangere sulle tante occasioni perdute in questo campionato. Inutile ripensare a quello che poteva essere e che non è stato. La fascia dei delusi, dai risultati e dall’esonero di Gustinetti, è molto più ampia di quanto si potesse immaginare. Senza i 500 arrivati da Cesena, lo stadio sabato scorso avrebbe registrato un calo davvero notevole di paganti. Grosseto è così, molto umorale e altrettanto facile nell’esaltarsi, come nel deprimersi. D’accordo con Sarri; prendiamo la gara col Cesena come un nuovo punto di partenza. Ma anche come l’inizio di una nuova scommessa. Gustinetti sosteneva che questa squadra, se snaturata, non era in grado di ottenere certi risultati. Un po’ il discorso della coperta troppo corta. Vedremo se Sarri sarà capace di ricavare un nuovo lembo dalla stessa coperta, perché è indubbio che siamo di fronte a un processo di cambiamento nel modo di stare in campo. Già col Cesena, abbiamo assistito ad esempio a due tempi più simili, uno all’altro. Magari col Gus, la squadra sarebbe andata avanti anche di 2 gol nel primo tempo, come spesso era accaduto. Magari si sarebbe sciolta nella ripresa. Paragoni impossibili, per una controprova che non ci sarà mai. In ogni caso, se uno preferiva la fase offensiva, l’altro preferisce prima non prenderle e il cambiamento è a dir poco radicale. Nel mezzo, c’è una squadra che va in campo e solo essa potrà o meno determinare le fortune del neo allenatore. Una squadra cui Sarri chiede più attenzione e compiti diversi durante la partita.
Dieci gare sono ancora tante e sono poche. Dipenderà soprattutto dalla volontà di Consonni e compagni. Intanto, quelli che andavano in panchina e in tribuna prima continuano a farlo anche adesso. A testimoniare che non era certo questo il motivo che aveva fatto arrabbiare la proprietà. Ascoli attende il Grosseto ad un esame mica da ridere, coi marchigiani che sognano di rientrare nella zona playoff, magari proprio a scapito dei maremmani. Ci vorrebbe al più presto il miglior Pinilla che purtroppo invece, deve continuare a combattere con un ginocchio dolorante. Tornerà Consonni in mezzo al campo e non è davvero poco. Chiudiamo ricordando che oggi è il compleanno di Elio Gustinetti, cui rivolgiamo di cuore tanti cari auguri.


