TIRRENO - SARRI: "CHE LA SQUADRA PENSI POSITIVO"
Sereno, motivato, per nulla impaurito dalla posizione della squadra e dalle aspettative della piazza. Così si è presentato ieri Maurizio Sarri, il nuovo allenatore del Grosseto. Anche se solo ieri pomeriggio ha potuto prendere contatto con la nuova squadra, il 51enne tecnico ex Pescara e Perugia ha le idee chiare su questa esperienza in Maremma.
Tanto per cominciare con il presidente Camilli (ieri assente) ha fatto un accordo a breve scadenza, fino al 30 giugno. «Non ho voluto né premi, né opzioni. Ho spesso firmato contratti pluriennali, ma mi ha portato male. Se siamo tutti contenti, a giugno ne riparliamo». Il nome di Sarri era già stato avvicinato al Grosseto già in passato, ma stavolta la società, grazie anche a Iaconi, dopo l’esonero di Elio Gustinetti, ha pensato subito a lui. «Il primo a contattarmi - racconta Sarri - è stato Renato Cipollini. “Te la senti?” mi ha detto. Vengo a piedi gli ho risposto».
«Arrivo insomma più che volentieri - aggiunge - E’ una situazione che inseguivo da anni. Ero stato a cena 7-8 volte con Camilli, ma per una ragione o per l’altra non c’era stato un seguito ai nostri incontri. Sono stato contento che mi abbiano cercato ed ho accettato subito. Ho abbandonato subito un’altra trattativa che avevo con una squadra di B (il Gallipoli, ndr.)».
Una volta detto sì al Grosseto, però, Sarri, che sarà coadiuvato dal vice Francesco Calzona, dal preparatore dei portieri Alessandro Zampa (ex Udinese) e dal preparatore atletico Francesco Bertini, ha dovuto rescindere il contratto che lo legava al Perugia.
«La squadra la conosco bene - tiene a precisare - ma l’unico che ho allenato, per un mese, è stato il portiere Aldegani. Quest’anno l’ha vista due volte dal vivo ed altre in televisione».
Obiettivo playoff. «Il vero stimolo deve essere interno. Questa squadra ha l’obiettivo prioritario dei playoff, ma non deve avere assilli da alta classifica. E’ anche vero che vanno colti i momenti. Pur non mettendo pressione a nessuno, dobbiamo provarci. La strada è lunga, ma il primo passo deve essere di mantenere un posto nei playoff».
Niente rivoluzioni. Sarri, che non accetta l’etichetta di “sergente di ferro”, ha un modulo preferito, il 4-2-3-1. «Però - sottolinea - bisogna vedere i giocatori che sono a mia disposizione».
«Questa squadra - prosegue - ha qualche difetto, ma anche tanti pregi. Non va insomma rivoluzionata. Lavoreremo dunque sulle cose che non vanno ed attenzione a quelle che non stanno funzionando, senza stravolgimenti. Io non ho nessuna intenzione di lasciare il segno, ma di far vincere il Grosseto».
Troppi gol. Le ultime due stagioni sono state caratterizzate dai tanti gol subiti, 66 nel 2008-2009, 45 quest’anno. «Il Grosseto - dice Sarri - è la prima squadra che è andata ai playoff con tutte quelle reti subite; e nessuno è mai andato oltre il quinto posto con cinquanta gol al passivo».
Fase difensiva. «Non penso - spiega - che una squadra subisce gol per colpa della difesa, ma della fase difensiva, che riguarda tutta la squadra; vuol dire che manca il necessario filtro. Quello che mi interessa, e ci dovrò lavorare, far fare una fase difensiva più redditizia, far stare le squadre avversarie il più lontano possibile dall’area. Voglio una difesa più alta ed un baricentro più avanzato».
Nelle ultime cinque gare, in cui la squadra ha messo insieme solo cinque punti (vittoria con il Brescia, pareggi con Mantova e Sassuolo e due sconfitte), si è notato una diversità di atteggiamento tra il primo ed il secondo tempo.
«Dopo 31 gare non penso sia un problema di tenuta fisica, anche se posso capire che ci sia qualche giocatore stanco. Le gambe sono a disposizione del cervello. Se la testa è al 100% le gambe ti seguono. Bisogna abituare la squadra a pensare positivo ed a non staccare mai la spina».
Serve una reazione. «Contro il Cesena - dichiara - serve una reazione tattica e mentale. Io potrò far poco, ma bisognerà entrare in campo con la giusta determinazione e cattiveria, per confrontarsi con una squadra aggressiva, mentalmente fortissima».


