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TIRRENO - PAPINI: "RIPARTIAMO SABATO"

TIRRENO - PAPINI: "RIPARTIAMO SABATO" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Redazione TuttoB
martedì 2 marzo 2010, 10:18Grosseto

«È naturale che a livello mentale una sconfitta come quella di sabato qualche problema lo crei. Però Brescia è la partita migliore per poter trovare la carica per ribaltare la situazione e ripartire». Parola di Romeo Papini.

Il centrocampista, intervistato da “Il bianco e il rosso” su Tv9, è sicuro: «Il gruppo si vede in questi casi». Ventisette anni, 14 presenze in stagione, Romeo non vorrebbe drammatizzare: «Un paio di giornate no in 25-26 partite ci possono stare. A noi era già capitato a Mantova» (2-0, ndr). Insomma, il Grifone è chiamato a ritrovare assetti e sorrisi. Quelli che lo stesso Papini ha faticato a trovare: «Purtroppo l’infortunio mi ha tenuto fuori per 70 giorni. Sono contento adesso di potermi allenare ogni giorno con il gruppo, questa è la gioia del calcio. Quando stai fuori è dura. Cerchi di non pensarci e di vivere la giornata diversamente. Poi torni e passa tutto. Apprezzi di più ogni singolo minuto dell’allenamento».

Felice di essere stato confermato dalla società nonostante l’infortunio, Papini parla del suo passato e del suo presente: «Nasco come incontrista, poi ho cercato di migliorare sotto l’aspetto tecnico. Gol non ne ho mai fatti tanti, speriamo quest’anno...». Allenatore più significativo: «Bolchi e Beretta, alla Ternana. Avevo 16 anni, mi avevano aggregato alla prima squadra». Giocatori che stima? «Jimenez, con cui ho giocato anche nella Primavera: un grande talento». L’avversario più ostico? «Ricchiuti del Rimini, la mia bestia nera». Già il passato: «Prima di Grosseto ho disputato due stagioni in B con diverse presenze. Sono tornato in C dopo Pescara e Ternana perché la società umbra voleva tenermi per cercare di risalire e lì sono rimasto due anni. È una piazza cui devo molto. Poi il direttore Iaconi che avevo avuto a Pescara mi ha chiamato». E adesso? «Non dobbiamo snaturarci, dobbiamo restare umili. L’essere applauditi sullo 0-4 è stato un segno importante per noi giocatori».

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