TIRRENO - MEACCI TIFA PINILLA
Da Adriano Meacci a Mauricio Pinilla. La storia biancorossa dell’era Camilli sembra aver trovato col bomber cileno la chiusura di un cerchio. Un solo anno con il patron di Grotte per “Meo Gol”. Dalla trasferta di Larciano ad oggi, dalla D alla B. Quando parli di Meacci, ti devi ricordare di un ragazzo in biancorosso per 238 volte (quinto di ogni tempo con Bindi), segnando qualcosa come 100 gol per il Grifone. Di questi, 18 nell’unico anno con Camilli, 18 come quelli segnati sino ad ora da Pinilla.
«E’ incredibile la strada che ha fatto il Grosseto in questi anni - racconta il Meo - Si vedeva già il primo anno che Camilli era un presidente ambizioso, ma che potesse portare il Grosseto, alle soglie della serie A, mai lo avrei pensato. Certo, sarebbe stato bello vestire i colori della mia squadra tra i professionisti, ma purtroppo i miei anni migliori (Meacci è classe 66, ndr), sono coincisi con quelli più sfortunati della storia unionista». Eppure, Meacci un anno di B se l’è fatto, anche se con la maglia del Perugia, 1995/96...: «Anche lì son arrivato tardi, quando avevo già 29 anni. Ma è stata una bella annata». Nel parallelo tra Meacci e Pinilla c’è il Brescia, che per Meacci rappresenta un dolce ricordo: «Indimenticabile posticipo. Vincemmo 3-1 e io segnai una doppietta. Il terzo lo fece Massimiliano Allegri che quell’anno giocava proprio con me a Perugia. Posso solo augurare a Pinilla di segnare a sua volta una doppietta contro le rondinelle. Tanto ormai anche il mio record di 18 gol è caduto e quindi ben vengano altre reti del cileno». Ma come giudica Meacci, questo attaccante sudamericano, rinato proprio qui in Maremma? «Vedo Pinilla un attaccante davvero completo. Fortissimo di testa, ma bravo anche con i piedi. Penso che con Esposito formino una coppia formidabile. Se la sfortuna non ci mette lo zampino e i due non hanno problemi, penso anche che questo Grosseto può fare meglio dello scorso campionato. Con quei due davanti, nessun traguardo è precluso alla squadra di Gustinetti». C’è un qualcosa in cui Meacci si rivede in Pinilla? “«Facendo le debite proporzioni tra le categorie e le generazioni, direi il colpo di testa che era anche un mio cavallo di battaglia. Forse io partecipavo un po’ di più alla manovra, ma lui ha il giusto egoismo che la prima punta deve avere in area, dove però anche io me la cavavo». Ma è da serie A? «Con la B c’è comunque un bello scalino. Secondo me, deve andare in una squadra che lo faccia giocare con continuità. Il massimo sarebbe andare in A e tenerselo, anche se capisco che è un sogno. Ma ha l’età giusta per ritentare nella massima serie». E Meacci allenatore? «E’ difficile iniziare nella nostra provincia, vedremo il prossimo anno».


