TIRRENO - L'APPELLO DEI TIFOSI
Il Grifone dopo il poker subito dal Crotone ha bisogno dell’abbraccio del suo meraviglioso pubblico che quasi in stile inglese (oltre Manica è così da sempre), ha tifato per la sua squadra con forza, anche sotto di 4 gol. Un segnale importante. Forse il più importante di tutta la giornata. Il pubblico non solo è tornato allo stadio in buon numero, ma soprattutto ha dato prova di grande maturità. Un punto di svolta, con la squadra che deve sapere sin da oggi, giornata di ripresa degli allenamenti che i suoi tifosi ci sono e ci saranno, sin dalla prossima trasferta di Brescia. Ormai le parti si sono sfogate, c’è solo da mettere un bel mattone su un pomeriggio nefasto, ma che nel calcio può anche capitare. E’ successo a squadre ben più importanti del Grosseto e quindi, inutile star a giraci ancora intorno. Si deve piuttosto guardare avanti, col giusto ottimismo che la classifica ancora consegna ai maremmani. In fondo, il numero uno biancorosso, ha soltanto chiesto al proprio allenatore, di mettere in campo quelli che stanno meglio fisicamente. Una parte di ragione però ce l’ha anche il tecnico che è vero che dispone di 24 giocatori, ma col dovuto rispetto, non tutti dello stesso livello. Forse si poteva evitare di far giocare a tutti costi Consonni (infortunato) e metter dentro Papini. Ma poi, se la difesa non ne indovina una e se in pratica ti ritrovi senza centrocampo, è difficile porre rimedio e trovare i giusti interpreti, per fermare un Crotone così ispirato. Ma non dimentichiamo che nel primo tempo, i biancorossi potevano anche passare per primi.
Questo per dire quanto siano determinanti gli episodi. Pinilla del resto lo si sa; è insostituibile, con tutto l’affetto che nutriamo per Pichlmann. Il Gus non vuol sentir parlare di dipendenza dal cileno e difende giustamente il gruppo. Ma se poi togli anche Carobbio e i due in mezzo sono entrambi mezzi rotti (naso per uno e ginocchio per l’altro), cosa c’era da fare? Giocare con Asante (o Vitofrancesco) e Papini? Non lo sapremo mai. Comunque, ormai è andata. Presidente e allenatore si son spiegati. Se si saranno anche capiti, chi lo sa. Ma il bene della squadra è l’unica cosa da salvaguardare. Quindi, sotto ragazzi. A partire da oggi, guardando a Brescia come a una finale. Se qualcuno cerca degli stimoli, difficile trovarne di migliori di quello della voglia di reagire subito e di rialzarsi. Col ritorno di Carobbio e Pinilla poi, sarà ancor più facile.


