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TIRRENO - INNAMORATI FORMATO TRASFERTA

TIRRENO - INNAMORATI FORMATO TRASFERTA TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Redazione TuttoB
mercoledì 10 marzo 2010, 11:51Grosseto

Quante volte in questa stagione sono state sottolineate le poche presenze allo stadio, in rapporto al rendimento della squadra in campionato? Chi non ha provato almeno una volta a cercar di capire il perché di questo? Eppure, se ribaltiamo la situazione e ci spostiamo sulle partite giocate lontano dallo Zecchini, il popolo biancorosso brilla nei numeri e nella passione. Se c’è qualcuno che questo campionato lo ha già vinto, beh allora parliamo proprio del popolo in trasferta del Grifone. Un manipolo di innamorati, di ogni ceto o estrazione sociale. Un gruppo ormai consolidato che non manca mai, radicato attorno a uno “zoccolo duro” che per la verità, segue la squadra in ogni dove, in ogni categoria, da sempre. La versione biancorossa del tifo in trasferta è, nel panorama odierno del calcio italiano, una faccia pulita, calorosa, goliardica e bellissima. Da evidenziare, mettere sotto i riflettori, al pari delle prodezze di Pinilla. Anche in quel del Rigamonti, sabato scorso, il Grifone ha potuto contare su di loro. Uno stadio orrendo. La sensazione, nel settore ospiti, di essere in una gabbia. La sensazione, dopo il fischio finale, di esserne prigionieri. Tanto più che sino alle 18.10 nessuno è potuto uscire. Prima di essere imbarcato in un pullman locale che pareva rubato da qualche sfasciacarrozze. Intorno, pezzi d’intonaco. Gradinate che si sbriciolano a guardarle. Appena fuori, quel che resta forse di una raffineria, oggi ridotta a pattumiera a cielo aperto. “Tu sei la mia malattia”, riferito al Grosseto, “Voglio andar via di qua”, sono alcuni passaggi di una nuova canzone della tifoseria grossetana.

Tutto sembra così appropriato. Le battute e l’ironia che alla fine si sprecano. Sette giorni dopo l’incredibile rovescio col Crotone. Anche allora, la nord che cantava comunque a fine gara il proprio amore per questi colori, per questa maglia. “Un capitano, c’è solo un capitano”, rivolto ancora a Gigi Consonni, a fine match. Un feeling bellissimo. Una maturità che meriterebbe pagine e pagine, anche perché, all’opposto si è sempre pronti a demonizzare il popolo delle curve, alla minima “bischerata”. Unirsi a loro, mischiarsi a questi ragazzi di tanto in tanto, aiuta a star meglio. A vivere il calcio nella giusta maniera. Adesso, si attende la riprova con il Mantova. Con dei tifosi così, la squadra non può più tradire. Essi meritano il meglio. Essere maremmani oggi è più bello, anche grazie a loro. E quando senti Pichlmann evidenziare proprio questi aspetti, lui che quest’anno vive solo sprazzi da protagonista, ma che prima di tutto spende parole dolci per questi tifosi, allora il cuore si stringe ancor di più. “Voglio andar via di qua”, cantano a squarciagola. Sì, voglio andare in serie A.

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