TIRRENO - FEDERICI: "SALVEZZA L'OBIETTIVO... SCARAMANTICO"
«Io penso che la salvezza sia stato un obiettivo messo per scaramanzia: l’anno scorso siamo partiti con la salvezza e abbiamo fatto i playoff; quest’anno ripartiamo dalla salvezza e vediamo se arriva di meglio...»
Lo dice Daniele Federici, 22 anni, di Tarquinia, difensore intervistato da “Il bianco e rosso” in onda ieri sera su Tv9. Scherza, Federici. Ma non troppo. «Noi ci crediamo, nonostante qualche pareggio e qualche sconfitta e l’arrivo del nuovo mister. Abbiamo capito che bisogna abbassare la testa e lavorare». Specie adesso che è arrivato il nuovo allenatore: «Siamo tutti in discussione. L’importante è restare concentrati per quell’ora, quelle due ore di allenamento». Ogni partita una finale: è il credo anche del difensore, nato come centrale ma impiegato spesso laterale, anche se non con frequenza: «Veramente - fa osservare - ho fatto il terzino sinistro per un anno intero nel settore giovanile. Se mi chiedono cosa preferisco, dico centrale: ma nel calcio di oggi è importante saper giocare più ruoli». Arriva dall’Inter, Federici: «A 12 anni feci dei provini e poi a 14 anni mi sono trasferito a Milano. Ho vinto lo scudetto con i Giovanissimi nazionali, sono stato 2 anni con gli Allievi nazionali, con la Primavera ho vinto la Coppa Italia e il Viareggio». Le partite più belle? «A Modena e in casa con il Brescia, quando ho segnato: le porto nel cuore». Allenatore che ha inciso di più su di lei? «Esposito (Inter) l’ultimo anno mi ha fatto maturare più come persona che come giocatore». Compagno di squadra che ha più impressionato? «Pinilla quest’anno. Ma l’anno scorso Porchia mi è stato vicino anche quando non giocavo». Avversario più difficile? «Flachi l’anno scorso». E in assoluto? «Giovinco, specie quando eravamo più piccoli: affrontare la Juventus era sempre difficile». Il futuro? «Sono in comproprietà con l’Inter, ma ho detto alle due società che voglio rimanere qui: spero che Inter e Grosseto mi accontentino».


