TIRRENO - FALLITO L'AGGANCIO ALLA VETTA
Il dopo-partita è zuppo di umidità e di domande. Il Grosseto che sbanca Brescia è lo stesso che si fa imporre il pari dal Mantova? In larga parte sì. Perché andato in vantaggio, il Grifone si è fatto recuperare fino a diventare piccolo piccolo. Al Rigamonti il vantaggio era stato ampio, ieri allo Zecchini esiguo. Problema di mentalità, di tenuta di nervi. Fallito l’aggancio alla vetta.
Sì, mettiamoci anche la serata-no dell’arbitro. Ma il Grifone della ripresa non è stato comunque all’altezza di quello del primo tempo.
Nei primi minuti succede poco. Perché il Mantova monta una guardia spietata. Perché il gioco è continuamente frazionato dalla fallosità dei ducali. Perché le fonti del gioco biancorosse vengono tagliate sistematicamente. Giancola è riottoso ad estrarre il cartellino e al Mantova non pare vero. Sfuriata iniziale lombarda, con l’ex Pellicori che parte lontano dalla porta, e Aldegani bagna l’esordio in biancorosso con un intervento provvidenziale su un Caridi indemoniato. Fuoco di paglia. Il Grosseto guadagna metri e sul possesso di palla non teme rivali. Prova prima a sinistra, facendo leva sull’entusiasmo di D’Alessandro. Poi a destra, affidandosi all’esperienza di Esposito. Poi centralmente, chiedendo a Pinilla il solito supplemento di generosità. Un paio di interventi di Handanovic testimoniano la maggiore propensione offensiva maremmana, la cui mediana vede Vitiello (finalmente smascherato) al posto di un Papini infortunatosi alla vigilia. Ma il gol non arriva. Il Gus capisce che c’è bisogno di un’invenzione e scambia le ali. Il Grifone sbanda pericolosamente al 39’ ma Aldegani sceglie bene il tempo dell’uscita bassa e per Lambrughi rotolato a terra si alza il cartellino giallo della simulazione. Mentre il tempo sta per scadere, il gol arriva. Da calcio piazzato, dal sinistro magico di Carobbio che trova il piedino di Freddi per l’1-0 meritato. L’inizio della goleada? Niente affatto. Il vantaggio biancorosso dura 5’, giusto il tempo di un’ingenuità difensiva: proprio Freddi abbatte Caridi in area ed è rigore. Lo stesso Tano va sul dischetto e insacca nell’angolino dove nemmeno le lunghe braccia del portiere veneziano possono arrivare. Pareggio e morale. Per i lombardi, naturalmente.
Che infatti tornano dal riposo trasformati, molto più aggressivi, anche meglio sistemati in campo. Il Mantova, insomma, comincia a giocare. E ci riesce anche, occupando gli spazi, chiamando Aldegani a un intervento ad alta quota per sventare un’insidia di Carrus. Il Grifone, purtroppo, non è più quello di prima. Ripiega, sbaglia, fatica, si impappina come capita anche a Pinilla, spreca come capita a Consonni, pecca di ingenuità come Carobbio. Il centrocampo cambia padrone col passare dei minuti nonostante le variazioni adottate con l’ingresso in tandem di Vitofrancesco e Joelson. Fischi e cori a ripetizione all’indirizzo di Giancola, accusato dagli spalti di parzialità e miopia non senza ragione. Ma quello del Grosseto è un secondo tempo non all’altezza della seconda posizione in classifica. E non deve stupire se poi saltano i nervi, come a Consonni in pieno recupero.


