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Grosseto, Zanetti: "Occhio al Vicenza e noi pensiamo alla salvezza"

Grosseto, Zanetti: "Occhio al Vicenza e noi pensiamo alla salvezza"
autore
Carlo Vellutini
venerdì 7 ottobre 2011, 16:59Grosseto

Sono due le squadre di cui Paolo Zanetti può essere considerato un grande ex: il Torino ed il Vicenza. Ironia della sorte il calendario le oppone al Grosseto l'una dopo l'altra. Se il Torino è la formazione in cui si è consacrato, il Vicenza è la “sua” squadra, quella della sua città, dove è cresciuto.

Zanetti, partiamo dalla sfida di sabato e dal suo rapporto con il Vicenza...

“E' una gara speciale. Nel Vicenza sono cresciuto, è la squadra della mia città. E' normale che senta questa più di altre sfide”.

Ci dia qualche informazione carpita direttamente da Vicenza...

“Che è una buona squadra, molto di più di quanto non dica la classifica. Poi hanno cambiato allenatore ed avranno necessità di fare risultato a Grosseto. Hanno ottimi elementi, su tutti Abbruscato che può farti male in ogni momento”.

Il Grosseto è stato sfortunato negli ultimi due match, con l'Ascoli e con il Torino, dunque c'è voglia di riscatto?

“Nel calcio la sfortuna diventa una giustificazione troppo facile. Le ultime due gare non sono questione di sfortuna, ma di episodi che nel calcio ci possono stare. A Torino avevamo giocato benissimo. Sul mio tiro Coppola è stato determinante, al pari dell'autogol di Iorio. Come vede sono due episodi. Se entrava la mia rete, magari parlavamo di una nostra vittoria”.

Dove può arrivare questo Grosseto?

“Parlare di un obiettivo adesso è difficile. Io credo che questa squadra non avrà bene a raggiungere quello minimo, cioè la salvezza. Da lì poi vedremo. Credo che non sia mai troppo tardi per fissarne di nuovi”.

Lei ha rinunciato a due anni di contratto ed a tanti soldi per venire al Grosseto. Perché?

“Per rimettermi in gioco. Dopo due gravi infortuni ed una stagione non positiva a Torino ho deciso di rimettermi in discussione. Quando c'è stata la possibilità di Grosseto ho subito detto sì. So bene che le squadre del presidente Camilli sono sempre costruite bene e danno tutto. Da avversario le ho sempre sofferte. Di frobnte alla possibilità di venire qui l'unica perplessità era proprio del presidente per via dei miei ultimi infortuni e, dunque, sul mio completo recupero. Quando ci siamo parlati io gli ho spiegato che non sarei venuto a Grosseto per svernare, ma per rilanciarmi e  che avrei rinunciato ai due anni ed hai soldi accettando qualsiasi proposta lui mi avesse fatto. Lui ha apprezzato il mio ragionamento concordando che sarà lui a fine stagione a decidere se mi meriterò ancora la sua fiducia e sono convinto che se sarà così non ci sarà neppure bisogno di trattare sul rinnovo perché ci troveremo subito d'accordo”.

A Grosseto può garantirsi il posto da mediano...

“E' vero.  Torino mi sono dovuto adattare anche a fare la mezzala. Qui posso esprimermi nel mio ruolo. Prediligo operare davanti alla difesa, ma va bene anche in un centrocampo a due”.

Lei ha vissuto piazze di grande tradizioni, oggi è in una calcisticamente molto serena e lontana dalle grandi pressioni...

“Confermo. Qui, rispetto alle grandi città, sei concentrato solamente sul calcio e non hai quelle pressioni e distrazioni di altre realtà. Puoi andare in campo, guardare quali sono i tuoi errori e crescere ancora. Se hai voglia di dare in questo sport Grosseto è l'ideale”

Fonte grossetosport

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