Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveMobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Grosseto, una stagione tra presente, passato e futuro

Grosseto, una stagione tra presente, passato e futuro TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
mercoledì 2 maggio 2012, 20:35Grosseto

Tempo di bilanci in casa biancorossa. Il pareggio di Castellammare, infatti, avvicina i maremmani alla salvezza matematica che potrebbe arrivare già domenica. Basterebbe mantenere 10 degli 11 punti che il Grifone vanta sul Livorno per poter festeggiare, assicurandoci poi un vantaggio che garantisca la sicurezza anche in caso di sentenze sfavorevoli alla società sul calcioscommesse. Una cosa è certa: se proprio dovesse arrivare una penalizzazione a questo punto è meglio che venga comminata in questa stagione, in modo da ripartire con la mente libera nella prossima.

Detto questo, però, va analizzato un anno in cui, a quattro turni dal termine, qualcosa non è andato. Che cosa? Alla fine potremmo dire un po’ tutto. Come spesso accade in città se le cose vanno bene si dice che i meriti sono di Piero Camilli, ma quando lo vanno meno si punta l’indice contro l’imprenditore di Grotte di Castro. E questi si traducono nei troppi cambi di allenatore. Che l’umoralità nel calcio porti sempre a cercare un colpevole è noto, ma le cause non stanno solo da una parte. Questo è noto.

Di certo una cosa è accaduta in questa stagione, che, quasi mai, in passato era avvenuto: i vari cambi che si sono succeduti non hanno portato alla svolta auspicata. Nelle scorse stagioni ogni allenatore, anche se poco, qualcosa lasciava. Quest’anno si è passati da un primo Ugolotti con un Grosseto solido, che andava benissimo nelle gare casalinghe e decisamente poco bene in quelle esterne, ad un Giannini che verrà ricordato solo per i tre successi esterni e le tre sconfitte interne, fino a giungere a Viviani, ottima persona, ma ancora non pronto per una sfida come quella grossetana. E’ stato forse il mese e mezzo della gestione di quest’ultimo che, alla fine, è costato di più sulla classifica. Il ritorno di Ugolotti aveva dato qualche speranza, ma alla fine abbiamo visto un Grifone trasformato rispetto alla sua precedente gestione, cioè quasi perfetto fuori casa e decisamente vulnerabile nelle sfide casalinghe, dunque inefficace per arrivare in alto. Mai come quest’anno, dunque, la gestione e le scelte degli allenatori non hanno convinto. Ma di questo – sicuramente- se ne è accorto anche Piero Camilli. Il presidente è stato sicuramente spiazzato dall’addio di Giannini (il vero allenatore su cui aveva creduto – e molto- a livello personale) e dà lì è nato l’errore di affidare la panchina a Fabio Viviani. Forse sarebbe stato quello il momento o per andare su un mister esperto e di polso, oppure di richiamare Ugolotti. Ma così è andata ed alla fine ci teniamo stretta quella permanenza nella categoria che è arrivata senza troppo illuderci, né soffrire.

C’è poi un altro aspetto di analisi. Il Grosseto di quest’anno aveva indubbie potenzialità, ma nessuno dei tre allenatori è riuscito a dargli un’identità precisa nel momento cruciale della stagione. Forse c’è riuscito solo Ugolotti fino a che ha avuto Jadid, il calciatore che avrebbe potuto fare la differenza e che, purtroppo, il Grifone ha avuto per troppo poco tempo. Un’altra cosa che nessuno è riuscito a trasmettere è il carattere. Quattro sono i calciatori che lo hanno avuto per tutto l’anno: Sforzini, Alfageme, Crimi e Padella. A questi potremmo aggiungere Olivi che, però, è mancato per lungo tempo. Non aggiungo i giovani cui, qualche errore, può essere concesso. Con una squadra di undici Sforzini, Crimi, Alfageme o Padella, il Grosseto avrebbe potuto anche vincerlo questo campionato. Ma la squadra, a tratti, è sembrata assente o moscia e questo lo si è pagato.

Tutto ciò ha portato ad una naturale disaffezione del pubblico maremmano. Già ci sono tante ragioni per cui la città sta lontana alla squadra (inutile provare ad elencarle tutte), ma in uno sport in cui l’entusiasmo si crea con i risultati restare troppo presto fuori da tutti i giochi sicuramente non aiuta.

Da tutto questo, però, c’è un punto su cui il Grosseto è cresciuto. Il presidente Camilli già nel corso della passata estate aveva detto come la stagione sarebbe stata caratterizzata da investimenti. Sforzini, Crimi, Padella e Ronaldo lo sono stati. L’azienda Grosseto, nel mercato, potrebbe rendere un utile che, solo con la cessione di Pinilla, aveva garantito. E questo potrebbe dare forza al futuro. Giocatori pregiati da mettere sul mercato per investire di nuovo per i prossimi anni. Il Grosseto adesso viene gestito come un’azienda che può creare profitti da rimettere in circolo. In tanti sottovalutano questo risultato, ma in una stagione pressoché anonima sul piano della classifica, questa potrebbe rivelarsi la vittoria più grande in ottica futura.

Fonte grossetosport

Altre notizie Grosseto