Grosseto, lite Camilli-Cairo: GrossetoSport precisa...
Il successo del Grosseto contro il Vicenza ha riportato la giusta serenità in tutto l’ambiente biancorosso. Come sempre deve avvenire in un clima di ritrovato equilibrio e, come si dice in Maremma, a bocce ferme, occorre spiegare la linea che Grossetosport ha tenuto nei confronti di tutta la vicenda Camilli-Cairo.
Lo dico partendo dalle telefonate che ho ricevuto nel corso del weekend da parte di alcuni amici appartenenti ai gruppi firmatari del documento Pro Camilli che mi hanno chiesto lumi sul perché abbiamo deciso di non pubblicarlo.
Ho capito che in città si è diffusa una voce sbagliata secondo cui nella nostra associazione ci sarebbero due linee diverse. Bene, come ho potuto spiegare per telefono ai miei interlocutori – e come faccio oggi- la linea è stata unitaria ed è quella che tutti voi avete potuto leggere. Dunque non ci sono più Grossetosport, ma uno solo in cui, come in tutte le associazioni, si discute e ci si confronta, uscendo sempre unitariamente. Anzi, sono qui a ringraziare pubblicamente, tutti i nostri soci fondatori che, vista la mia esperienza ed anche quella del vicedirettore Andrea Giannini, si sono affidati alle indicazioni che abbiamo dato. Grazie dunque a Fabio Lombardi, Andrea Capitani, Yuri Galgani, Davide Sbrolli e Davide Lesti. Nessuno deve infatti dimenticare che il ritiro dell’accredito a Fiorenzo Linicchi ci priverà del fotografo. Facile sarebbe stato andare al muro contro muro con la società. Ed invece, come deve avvenire in queste situazioni, tutti noi siamo stati d’accordo nel dire che avremmo seguito la via di una difesa corporativa. Dunque ci siamo affidati alle nostre associazioni di categoria, delegando loro la soluzione della questione anche con la Lega Calcio che è preposta a decidere sulla questione di Fiorenzo Linicchi, in quanto fotografo da questa autorizzato. Accetteremo le serenamente decisioni che questa prenderà. Sia che si rivelino a noi favorevoli, che se saranno a noi contrarie. Così – e di questo sono convinto- si comporterà anche la società biancorossa. Questo per far capire che in certe situazioni non c’è bisogno di avere opinioni diverse, ma ci sono strade che debbono obbligatoriamente essere perseguite.
Quello che più mi (e ci) ha dato fastidio, però, sono state le accuse che da più parti sono state rivolte al nostro Presidente Fabio Lombardi ed al nostro Vice Andrea Capitani. Accuse gratuite e vergognose nei confronti di due persone che, insieme a me ed agli altri quattro soci, hanno messo il loro tempo, la loro faccia e la loro passione, in maniera gratuita, per dar vita ad un progetto che porta con sé molti valori. Tra cui quello della corretta informazione rispettando sempre tutte le parti in causa. Da Direttore Responsabile vi posso assicurare che se uno dei nostri giornalisti avesse visto con i propri occhi una scena diversa dalla mia gli avrei permesso di scriverla, garantendo ad entrambe le versioni di essere presenti nel sito. Così non è avvenuto e, grazie anche alle foto di Fiorenzo Linicchi ed a testimonianze raccolte, abbiamo ricostruito l’intera vicenda unitariamente. Questo, ripeto, con l’accordo di tutta la nostra redazione e la nostra associazione. Noi abbiamo chiaramente pubblicato tutte le foto di Fiorenzo. Se poi qualche quotidiano a tiratura nazionale ne ha selezionate alcune tra quelle che ha potuto riprendere dal sito – citando correttamente la fonte- questo non è affare che ci riguarda e cosa che deve essere a noi, e riteniamo neppure al nostro fotografo, contestata.
Per questo la nostra associazione, e qui lo dico da Direttore, ma anche da Vicepresidente, ma penso di rappresentare l’idea anche degli altri colleghi che ricoprono tutti la seconda carica, cioè Yuri Galgani, Andrea Giannini, Davide Lesti e Davide Sbrolli, saremo sempre vicini a Fabio Lombardi e ad Andrea Capitani, pronti a sostenerli in ogni sede cui si vogliano rivolgere contro messaggi, anche intimidatori, che hanno ricevuto e pronti a costituirci come eventuale parte civile se dovessero decidere di procedere in sede penale contro personaggi che, così scrivendo, fanno solo del male al Grosseto calcio.
Anche perché chiunque abbia voluto esprimere sul nostro sito la propria posizione, pro o contro di noi, pro o contro Camilli, pro o contro Cairo, lo ha potuto fare, nelle forme adeguate, attraverso i commenti che noi ammettiamo liberamente. Perché è il confronto ciò che permette di farci crescere, sia come sportivi che come giornalisti.
Detto questo mi preme spiegare ai club organizzati, i cui associati, in molti casi, sono nostri lettori, il perché abbiamo deciso di non passare il loro comunicato. Non si è trattato di censura, ma di una scelta mia, e soltanto mia, avallata successivamente dal nostro gruppo direttivo. Se infatti non avrei avuto motivo di non pubblicare il loro sostegno incondizionato a Piero Camilli – mi sarei contrariamente meravigliato se non lo avessero datoe credo che sia giusto che lo abbiamo fatto- però non sono stato d’accordo nello sparare nel mucchio della stampa grossetana. La stessa nota riconosce che ci sono state testate che si sono distinte da altre. Ecco quando accadono cose di questo genere un comunicato dovrebbe essere indirizzato solamente alle testate cui si intende manifestare il proprio dissenso. Se una testata attacca un sindaco e questi scrive per replica a tutti, la regola è che la risposta venga riportata solamente da chi ha dato il via alla polemica e non anche dagli altri. Anche perché sarebbe stato ingiusto, a livello di categoria, dissociarsi da chi, pur scrivendo cose che possono o non possono essere condivise ha comunque il diritto di scriverle.
E qui la questione giornalistica. Il fatto che la nostra linea, e la verità che noi abbiamo raccontato, possa essere diversa da quella di altri colleghi, non nega il fatto che ognuno sulla questione abbia la propria posizione. E che come tale la esprime assumendosene la propria responsabilità con la firma. Così hanno fatto, responsabilmente e giustamente, i colleghi Matteo Alfieri e Giancarlo Mallarini, così ha fatto con le sue immagini Fiorenzo Linicchi. Se – come mi ha fatto notare qualcuno- quanto da noi ricostruito si discosta da quello degli altri due colleghi non vuol dire nulla. Vuol dire che io mi sono mosso, secondo la mia esperienza, in un modo e loro, secondo quella che hanno accumulato in anni di lavoro, in un altro. Ma non c’è nulla di strano. Anche nel valutare gli atteggiamenti. Non ci sono forse testate che nei confronti di un sindaco o del Presidente del Consiglio si esprimono meglio ed altre peggio? Se parliamo di Berlusconi la verità di Repubblica non è diversa da quella de Il Giornale? Bene qui siamo di fronte alla stessa situazione. Ognuno scrive e poi si assume le sue responsabilità e, chiaramente, anche le conseguenze. Tutti avremmo gradito che queste non fossero state il ritiro dell’accredito, ci sono altri mezzi da parte di una società per poter dire che non siamo d’accordo (chiedere una rettifica, anche querelare se si vuole…), ma la decisione è stata presa e non resta che sperare in un passo indietro da parte di Piero Camilli.
E’ ovvio che con questo editoriale abbiamo spiegato una serie di cose su cui, magari, abbiamo dovuto difendere, anche privatamente, le nostre posizioni.
Da ora in avanti noi parleremo solo di calcio e di sport, perché siamo nati per questo e questo vogliamo continuare a fare.


