Grosseto, Giannini: un matrimonio che s'aveva da fare
L’esonero di Guido Ugolotti è solo parzialmente un fulmine a ciel sereno. Forse si pensava che Piero Camilli avrebbe atteso la gara contro il Bari, ma il massimo dirigente biancorosso non è nuovo a queste decisioni. Già Ezio Rossi arrivò alla vigilia della gara del martedì così come nella passata stagione accade con Francesco Moriero. Entrambi esordirono con un successo. Non è neppure una sorpresa l’arrivo di Beppe Giannini, un allenatore che sarebbe dovuto giungere in biancorosso prima di Apolloni se una divergenza di opinione sul suo staff non lo avesse allontanato dal Grifone. Insomma un matrimonio che, in un modo o nell’altro, s’aveva da fare. Giannini può essere una scommessa che, però, ha dimostrato di saper vincere un campionato a Gallipoli (seppur di C1) ed ha tenuto in corsa i pugliesi in B prima del tracollo societario. Il suo 3-5-2 ha sempre dato un’identità alla sua squadra che in casa o fuori ha sempre giocato le partite. La speranza è che la scelta possa essere quella giusta e che Giannini possa essere un allenatore che Grosseto regala al calcio italiano, così come è avvenuto con Stefano Pioli e con Max Allegri. Lui ha una grande chance e Piero Camilli gliel’ha concessa. Come andrá? Sarà il campo a dirlo. Intanto, però, non resta che salutare mister Guido Ugolotti. Una persona per bene, come poche ne troviamo nel calcio. Avrá commesso degli errori, ma ha cercato anche di trovare delle soluzioni. Non c’è riuscito e con Camilli, più che con altri tutto questo si paga. Ma lui lo sapeva giá e sicuramente da questa esperienza uscirá rafforzato nella carriera più che indebolito.


