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Grosseto, funzionerà la cura Giannini?

Grosseto, funzionerà la cura Giannini? TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
mercoledì 2 novembre 2011, 20:21Grosseto

Il Grifone è in piena crisi, non c’è niente da fare. Negarlo sarebbe come dire che il pallone non è sferico. Purtroppo, però, l’allontanamento di Ugolotti (passato da una media di 2 punti a partita nelle prime sei giornate di campionato, ad una di 0,83, roba da retrocessione, nelle sei successive) e l’arrivo di Giannini sono stati due eventi troppo ravvicinati per poter cambiare le cose. Il Principe, infatti, non ha certo la bacchetta magica, pertanto dovrà rimboccarsi le maniche e ripartire (quasi) da zero. Sia chiaro, chi scrive è convinto che questa squadra sia qualitativamente buona, ma il campo ha dimostrato che ci sono delle carenze da colmare a livello di organico. Troppi centrali, ad esempio, e pochissimi giocatori in grado di fare gli esterni alti. Questa, però, è solo una delle pecche riscontrabili nel Grosseto attuale. In realtà, la prima cosa su cui lavorare è la testa dei giocatori e sulla loro convinzione di poter essere davvero una squadra e non semplicemente undici elementi che vanno in campo nello stesso momento. Giannini questo lo sa, così come sa che se a gennaio avrà bisogno di migliorare la rosa, Camilli non si tirerà indietro. Si può discutere, poi, sull’opportunità o meno dell’esonero di un tecnico bravo, corretto e preparato come Ugolotti, ma quando il Comandante si muove non è mai per caso. Se, infatti, il presidente unionista aveva e ha delle ambizioni, era questo il momento giusto per dare il primo scossone alla squadra, ora che la classifica è ancora positiva e che si possono apportare dei correttivi. D’altronde, dopo la bruttissima sconfitta di Cittadella, era chiaro quanto Ugolotti fosse diventato (nell’ottica camilliana) un dead man walking. Era solo questione di tempo.

Lo sapevano tutti, a cominciare da Ugolotti stesso. Certo, il calcio è fatto di episodi e con i punti gettati alle ortiche nei secondi di recupero contro Ascoli e Vicenza saremmo qui a parlare di grande marcia del Grifone. Al contrario, dopo l’impresa di Genova, qualcosa si è inceppato e la mancanza di risultati ha fatto venir meno quella solidità del collettivo biancorosso, che, da lì in poi, ha quasi sempre offerto prestazioni deludenti se non addirittura imbarazzanti, come a Cittadella. Il piatto, dunque, piange, soprattutto perché sabato prossimo il Grifone, in grandissima emergenza numerica, dovrà scendere a Nocera, dove troverà un ambiente caldo e sportivamente ostile. Insomma, c’è tutto per prevedere un altro rovescio. Tuttavia, spesso e volentieri, Camilli ha azzeccato il cambio di allenatore e Giannini, pur con un curriculum fatto di luci ed ombre, potrebbe diventare l’uomo giusto al posto giusto. Nessuno, infatti, all’interno dello spogliatoio oserà mettere in discussione una figura come quella del Principe, uno che ha calcato palcoscenici internazionali e che, nel suo periodo, è stato considerato uno dei migliori giocatori al mondo. Ecco perché, chi vuole bene al Grosseto, deve stringersi intorno alla squadra ed alla società unionista e lasciare lavorare in pace Giannini, uno che non ha paura di fare delle scelte. Attendiamoci, dunque, novità tecnico-tattiche, magari a cominciare dalla riproposizione di Antei come esterno destro difensivo al posto di un appannato Petras. Il modo di giocare, poi, dovrà per forza cambiare, perché il Grifone odierno, dipendendo in toto da Sforzini e Caridi, è diventato palesemente prevedibile con i lanci dalla trequarti facile preda dei centrali avversari. Vedremo, quindi, più verticalizzazioni e fraseggi palla a terra e ci sarà una maggiore cura dei calci piazzati, altra nota dolente dei biancorossi. Certo, nelle condizioni attuali, fare anche un solo punto a Nocera sarà un vero miracolo, ma per fortuna nel calcio i miracoli esistono e sperare in un’impresa non costa nulla.

Fonte Grosseto Sport

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