Grosseto, ds Imborgia fa il punto
Fa freddo nella sala stampa dello Zecchini. Antonino Imborgia, in giacca e senza giubbotto, accende di concetti e speranze la prima domenica dell’anno rispondendo alle domande dei giornalisti. Una domenica strana, che sembra rimarcare l’avvio di una nuova fase per il Grifone: più solidità, più esperienza, più punti, più squadre alle spalle. Gli auspici, in soldoni, sono questi e tutti riferiti alla classifica. Un traguardo da raggiungere costruendo, nel mercato di gennaio, una squadra diversa. Sfilano tutti verso gli spogliatoi, terminato l’allenamento, i giocatori: vecchi e nuovi, Papa Waigo a passo deciso, Defendi che accenna un saluto, Vitiello un sorriso, altri fanno gli auguri. Nella sala stampa dove fa freddo, poi, il ds illustra la nuova rotta verso il porto della salvezza, sperando che il mare non s’ingrossi. Niente rivoluzione “Non credo nelle rivoluzioni e questa non lo è - attacca il ds chiamato da Camilli a sostituire Andrea Iaconi - solo che in certi momenti bisogna scegliere e noi abbiamo iniziato a farlo. Nell’organico del Grosseto ci sono molti giocatori nuovi per la categoria, non scelte sbagliate in estate, ma elementi che hanno bisogno di tempo e pazienza per crescere. E’ corretto cambiare pensiero se si vedono tanti giocatori in difficoltà, ma questo non vuol dire bocciarli, solo tutelarli, perché il rischio è di bruciare giovani interessanti e di prospettiva”. Come ad esempio Alessandro, Giovio e Guidone. “In ogni caso abbiamo 22 punti, 4 in più della zona rossa. Se fossimo a quota 26-27, oggi faremmo altri discorsi. Ma mettere insieme tanti giocatori che non hanno esperienza in categoria non è facile”. Moriero svincolato Insomma, l’obiettivo è un mercato in grado di fornire a Moriero una squadra capace di adattarsi a vari moduli e situazioni di gioco, per permettere all’allenatore più “libertà” di movimento senza doversi giocoforza vincolare a un certo schieramento. Puntando in particolare sugli esterni: “Se guardiamo al Bari di Ventura o al Siena di Conte - dice Imborgia - vediamo squadre con tanti laterali, la cui freschezza è determinante. Certo, se ne hai solo due è impossibile giocare in quel modo”. Così si spiegano le scelte di Giallombardo che andrà a giocarsi la maglia di titolare sull’out di sinistra con Mora, quelle di Papa Waigo e Defendi con la conseguente possibilità di coltivare con più calma Alessandro, la ricerca di un esterno che a destra sia un’alternativa a Turati. Già, perché anche i giocatori non devono avere certezze: “L’ho detto fin da quando sono arrivato: la competitività durante il lavoro settimanale è un fattore determinante - incalza Imborgia - se 7 giocatori su 11 hanno la sicurezza di giocare il sabato non si va lontano, perché piano piano perdono mordente e determinazione”. Le priorità Col cileno Teuber in arrivo (“Camilli ci stava lavorando da mesi col procuratore di Pinilla, dai filmati non sembra uno sprovveduto”, dice il ds), restano innanzitutto da riempire due caselle: una a centrocampo e una in attacco, con gente capace “...di attaccare la profondità e intraprendenti nell’uno contro uno”. Per ampliare il parco scelte di Moriero e aggiungere esperienza e concretezza in due reparti che troppo spesso in questa stagione sono andati a intermittenza. La mediana Esterni a parte, oggi il centrocampo del Grosseto è composto da Allegretti, Vitiello e Papini.
Sul primo si rincorrono le voci di un ritorno alla Triestina, il secondo non si discute, il terzo è al rientro dopo un lungo stop. Con Consonni ancora frenato dai problemi fisici (vedere altro pezzo in pagina), vanno ridisegnati anche i parametri per Asante, giovanotto classe 1991 che per il momento tornerà con la Primavera. Camilli qualche settimana fa lo ha incensato, ma per Imborgia è uno di quei giocatori “...che devono crescere con pazienza, altrimenti rischiamo di bruciarlo. E’ un elemento valido, ma non dobbiamo essere nella condizione di doverlo mettere in campo per forza”. Nel reparto gli innesti saranno quindi almeno due. L’attacco La pista Sforzini (anche per lui sarebbe un ritorno) resta apertissima, con la speranza che Tauber sia davvero un “Pinilla 2”. Dato che al momento non ci sono certezze, però, meglio concentrarsi e guardarsi ancora intorno. Certo, il potenziamento delle fasce e la predilezione per elementi tecnicamente validi potrebbero essere medicine sante per rivedere Soncin finalmente ai suoi livelli: “Oggi (ieri, ndr) in allenamento, Soncin palla a terra ha dimostrato di poter fare la differenza“. Non sta in piedi invece la pista Babacar: “Con la Fiorentina non ne abbiamo mai parlato, né glielo chiederemo, perché in attacco hanno problemi e so già che risponderebbero no”. Se alla fine i conti torneranno, comunque, per Guidone potrebbe aprirsi anche la possibilità di un prestito per giocare e accumulare esperienza. Destinazione (più che probabile): Pisa. I conti con l’oste Comunque sia, niente sprechi. “Sono abituato a non sperperare il denaro dei presidenti - dice Imborgia - anche se Camilli non mi ha posto limiti di budget. Per ora il mercato, tra entrate e uscite, sostanzialmente si equivale”. E qualche altro addio si aggiungerà: il prossimo pare quello di Bondi, sempre più vicino all’Alessandria. “Personalmente sono abituato a costruire squadre di giovani, programmando il lavoro - aggiunge il ds - adesso non ci sono né il tempo né l’opportunità di farlo. Spero che, se tutto andrà bene, sarà possibile in futuro”. Già, ora bisogna pensare alla classifica e a guadagnarsi una salvezza più tranquilla possibile. Non sarà facile, ma le carte in regola ci sono tutte. “Dobbiamo solo sperare che i nuovi si amalgamino alla svelta e il gruppo trovi subito i suoi equilibri e la giusta chimica. Il Grosseto negli ultimi due anni ha disputato campionati eccezionali, adesso ha solo bisogno di un po’ di serenità in più”


