Grosseto, caos post-Torino: accrediti revocati. Lettera aperta del direttore di GrossetoSport al presidente Camilli
Egregio Presidente Camilli,
mi permetto di scriverLe questa lettera aperta sulla vicenda del nostro fotografo Fiorenzo Linicchi. Non sono solito fare polemiche o cadere nel facile vittimismo ed anche questa volta non lo farò. Né mi permetterei di dare lezione di stile o di vita ad altre persone, perché anche questo non è nel mio costume. Ci conosciamo da anni e sa bene come lavoro e come ragiono. Cercherò con i fatti di illustrarLe perché l’opera di Linicchi sia stato costruttiva, e non negativa, per il Grosseto e per la Sua persona. Capisco che la sua misura sia stata presa non per le foto riportate dalla nostra testata, ma perché in disaccordo con la selezione fatta da un quotidiano nazionale. Chiaro è che anche noi ed i nostri lettori, tra i quali ci sono suoi accesi sostenitori e, non lo nego, anche chi la critica profondamente, ne saremo danneggiati, visto che non potranno godere di un lavoro puntuale e minuzioso che Fiorenzo Linicchi svolge nelle gare casalinghe, così come, da anni fa solo per pura passione, sui campi del calcio dilettantistico. Un lavoro tanto preciso e minuzioso, Presidente, che proprio grazie a questo – ed alle testimonianze di due persone che hanno un ruolo di prestigio nella società grossetana, ma non solo, come Giancarlo Ciarpi e Francesco Carri – che il nostro sito ha potuto ricostruire i fatti in maniera attenta e, soprattutto, riteniamo, imparziale. Non nego che qualcuno ci abbia accusato di partigianeria nei suoi confronti, ma non è colpa nostra se le foto documentate proprio da Fiorenzo Linicchi dimostrano che Lei non si è mai allontanato dal suo posto e che il suoi figli sono rimasti sul corridoio sopra di Lei, ma ben distanti da Urbano Cairo. Per questo credo che la decisione che la società ha preso su Fiorenzo Linicchi dovrebbe far riflettere. Perdere un obiettivo come il suo, può anche voler dire non avere immagini di quanto possa accadere allo Zecchini, ma allo stesso tempo anche non avere uno strumento che può essere a difesa di persone che, come Lei o i suoi figli, si prendono spesso colpe che non hanno. Glielo confesso. Essendo stato nella mia postazione non avevo idea di cosa fosse veramente accaduto durante il caos in tribuna. La sequenza fotografica da noi fedelmente riportata e fornitaci proprio da Fiorenzo Linicchi ha dato conferma alle testimonianze che avevo ricevuto. La invito a riguardarla e, poi, a riflettere se le mie parole sono solamente una difesa d’ufficio di un nostro collaboratore, oppure se non siano realmente portatrici di verità.
Da giornalista sposo in pieno il messaggio lanciato da Ussi, Ast, Ordine dei Giornalisti e Gruppo Fotografi ed Operatori sul perché, anche a mio giudizio, non sia giusta la decisione che Lei ha preso, però con questa mia ho voluto provare a spiegarLe concretamente quello che, nella fattispecie, il lavoro di Fiorenzo Linicchi ha portato di positivo nei suoi confronti. Senza la sua opera, probabilmente, oggi le testate che si sono schierate dalla sua parte difendendola (e non siamo solo noi di Grossetosport, questo è bene precisarlo) non l’avrebbero potuto fare.
Con cordialità e speranza di un suo ripensamento,
Carlo Vellutini
(Direttore Responsabile Grossetosport.com)


