Grosseto, Camilli: "Sono stanco. A fine stagione lascio"
Solito show di Camilli, intervenuto telefonicamente a Il biancorosso, la trasmissione di Tv9. Il presidente unionista, infatti, stuzzicato sul momento attuale del Grifone, ha detto: "Sono stanco. A fine stagione lascio. Non dico questo per il momento che sta vivendo la squadra, ma è perché sono presidente di questa società da dodici anni e sono troppi. Festeggiamo il centenario insieme, poi vediamo cosa accadrà. Arrivo a giugno e passo. La società è sana, ma a Grosseto c'era più gente allo stadio tra i dilettanti che in B. Poi, diciamocela tutta, non sono mica di Grosseto! Questa è una città che non offre pressioni, pertanto, alla lunga la gente si rilassa. La B ha stancato. Quello che mi fa incazzare, però, è che certa gente che vedo in tribuna e che contesta la squadra, quando eravamo in categorie inferiori non c'era! Ecco, di questi tifosi posso fare a meno. Non devo rendere conto a nessuno. Qui decido io e se mi va faccio giocare la squadra a porte chiuse. Inoltre, ogni volta che vengo da voi mi devo fare 300 km. e non ce la faccio più fisicamente. Gli anni passano per tutti".
Relativamente alle scelte fatte nelle ultime ore, invece, il Comandante ha aggiunto: "Cuccureddu forse al Frosinone? Ho sentito. Beh, sono contento per lui. Salerno l'ho voluto perché devo occuparmi della mia azienda e non posso presenziare durante la settimana a Grosseto. Il nuovo ds è una persona di mia fiducia e dovrà sistemare alcune cose. Ecco, con la crisi che c'è in giro, l'azienda sì che è importante. In ogni caso, Giannini al momento rimane al suo posto. Non ha senso, però, domandarmi se con il senno di poi rifarei o meno tutte le scelte stagionali". Terminato il lungo intervento presidenziale, i conduttori Roggi e Vellutini e gli ospiti odierni (i giornalisti Lubrani, Pighini e Mallarini) si sono messi a commentare le parole di Camilli e nessuno tra i presenti ha preso troppo sul serio il messaggio d'addio. Tutti, infatti, conoscono il Comandante e sanno che ama così tanto il suo "gioiello di famiglia" da non poterne fare a meno. Ecco perché il Pisa è stato solo un'operazione commerciale. Alla stessa maniera, i risultati negativi degli ultimi tempi hanno fiaccato l'entusiasmo di inizio campionato, quando Camilli parlava orgogliosamente del bel Grosseto targato Ugolotti (quello delle prime sei giornate). Ci sono poi alcuni progetti da sviluppare (in primis, la cittadella biancorossa, ndr) e gli stessi figli, Vincenzo e Luciano, si stanno facendo le ossa con la Castrense, pronti, al momento opportuno, a prendere in mano il timone biancorosso. Ecco, se mai Camilli decidesse di sorprendere, lascerebbe la conduzione societaria a Vincenzo, già vice-presidente ombra del Grifone. In ogni caso, anche chi scrive è pronto a scommettere che nella prossima stagione il Comandante sarà sempre al suo posto, malato di calcio e desideroso di vincere le sue battaglie.


