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Grosseto, "Cairo ci ha offesi, altro che vittima"

Grosseto, "Cairo ci ha offesi, altro che vittima" TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
martedì 6 marzo 2012, 13:04Grosseto

Non ci sta sta vedere che da parte lesa il Grosseto debba diventare il colpevole, anche perché, ci tiene a precisare, il presidente Camilli da tutto la vicenda è stato coinvolto marginalmente. Il direttore generale della Banca della Maremma Giancarlo Ciarpi ci tiene a dare la sua testimonianza diretta dei fatti.

Direttore partiamo da quanto accaduto in tribuna. Che cosa è accaduto?

“Vorrei smentire quanto è stato detto e scritto. Durante la gara il presidente del Torino Urbano Cairo si è rivolto in maniera offensiva nei confronti del presidente della Banca della Maremma Francesco Carri che si era permesso di dire a lui ed al suo entourage: ‘siete dei begli sportivi’. Da lì poi è nato quello che tutti avete potuto vedere, ma che non ha coinvolto minimamente né Piero Camilli, né i figli Vincenzo e Luciano che erano stati mal apostrofati da un personaggio dell’entourage del presidente del Torino”.

Passiamo a quello che è invece accaduto dopo la gara nel viale davanti gli spogliatoi…

“Anche lì quanto ho letto e sentito non corrisponde al vero. Quel signore, che poi è venuto fuori essere l’autista di Cairo, era al telefono, pare con la moglie, e riferito ai grossetani ha detto: ‘Ora vado alla macchina perché sennò questi incivili me la sfasciano’. Questa frase ha suscitato le ire di quel gruppetto di persone che si erano intrattenute commentando come sempre la partita. C’è stato poi qualche strattonamento e la cravatta dell’autista di Cairo è stata tirata, ma vi posso assicurare che non è stato Vincenzo Camilli che era rimasto in disparte. Lo stesso Piero Camilli stava andando via ed in macchina ha detto salutando i torinisti: ‘avete rubato una bella partita!”. Loro gli hanno replicato mandandolo a quel paese ed a quel punto è sceso per dire loro che non si potevano permettere di fare i padroni in casa di altri. Vincenzo e Luciano Camilli sono solamente intervenuti al momento in cui hanno visto coinvolto il padre per evitare anche che le cose degenerassero”.

Direttore, il suo pensiero di tutta questa vicenda quale è?

“In ogni realtà d’Italia ci si stringe intorno alla società locale che, in questo caso, è parte lesa, così come la nostra comunità che è stata offesa pesantemente dal signor Urbano Cairo. Non capisco perché qui questo non debba accadere. Le faccio un esempio: personalmente, accompagnando Piero Camilli, sono stato aggredito a Sassari, a Sangiovanni ed a Gubbio. Tutti sapevano di questa cosa e non ho mai letto una riga di solidarietà da parte dei nostri giornalisti. Così come non ho mai letto di quando Camilli sportivamente ha cercato Piero Braglia per complimentarsi per la vittoria o della dirigenza della Juve Stabia che giustamente ha esultato ai gol e ci ha ringraziato per il fatto che nessuno li ha contestati facendo notare quanto sportiva sia la nostra piazza. Appena c’è qualcosa contro Camilli invece ci si lancia subito. Non è che forse non lo si riesce a criticare per altri motivi ed allora ci si prova pescando episodi che, nelle ricostruzioni, si rivelano poi inesatti?”

Direttore ha sentito Piero Camilli?

“Più volte in questi giorni ed è rammaricato non tanto di quanto accaduto, ma proprio per aver letto ricostruzioni dei fatti che non corrispondono a verità. Se dovesse decidere di non restare a Grosseto potrebbe dipendere da queste campagne che avverte contro di lui. Forse a troppe persone in questa città gioiranno di più nel tornare a giocare contro l’Entella o società, con tutto il rispetto, di questo tipo che contro il Torino o la Sampdoria”.

 

Fonte grossetosport

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