Grosseto, Alfageme: "Un mese decisivo"
Tra pochi mesi otterrà il passaporto italiano, ma diventerà anche grossetano, visto che a giugno sono in programma le nozze con la sua fidanzata Maria Elena. E poi c’è il rinnovo del contratto che potrebbe arrivare entro breve tempo. Luis Alfageme ci ha raccontato il suo momento bello, sul campo, con il gol vittoria contro l’Albinoleffe, e la dedica alla madre scomparsa nei giorni scorsi.
Alfageme, sabato un gol importante che ha dato tre punti nonostante una prestazione non bella della squadra…
“E’ stato un gol pesante e devo ringraziare tutti, soprattuto i compagni. E’ vero non abbiamo giocato bene, ma venivamo da una settimana difficile trascorsa in ritiro, dalla brutta prestazione di Gubbio e da una serie di partite in casa che andavano male. Vincere era fondamentale, anche perché le nostre difficoltà erano soprattutto nella testa e non nella qualità”.
La dedica da fare è scontata…
“E’ tutta per la mia mamma. E’ stata lei da lassù a farmi segnare e spero che da ora in avanti me ne faccia fare tante altre ancora. In queste settimane non ero riuscito ad allenarmi troppo per starle vicino, viaggiando spesso tra l’Italia e l’Argentina. Mi ha dato la forza per stare in campo e fare bene. Alla fine ero stremato e felice”.
In effetti le critiche non sono mancate, nonostante la vittoria…
“Alla gente chiedo di avere pazienza. On dico di non criticare, ma di capire anche il nostro momento di difficoltà e, magari di non fischiarci subito all’inizio. Per il resto starà a noi convincere tutti ad applaudirci con le nostre prestazioni”.
Il prossimo mese sarà decisivo per capire le ambizioni del Grosseto?
“Sicuramente. Ci sono in programma partite difficili e solo dopo potremo dire a cosa potremo ambire. Credo che adesso sia fondamentale ragionare di gara in gara”.
Questo è il suo miglior anno?
“Credo proprio di sì. Lo dimostra il fatto che sono cambiati tre allenatori, ma tutti mi hanno dato spazio. In passato non era accaduto. Poi sto trovando i gol. Potremo quasi dire che sono un Luis diverso da quello del passato. Forse anche più freddo. Guardate il gol di sabato, in passato forse avrei tirato di prima intenzione. Questa volta, invece, ho stoppato il pallone, me lo sono sistemato ed ho calciato di precisione. Sono stato meno istintivo”.
E gli applausi alla sua uscita dimostrano un nuovo feeling con i tifosi….
“Quella è stata una cosa bella. Segno che la gente sta apprezzando quanto sto facendo. Ma i tifosi sono fatti così, apprezzano chi in campo dà tutto. Ed io quello l’ho sempre fatto”.
Il suo contratto è in scadenza….
“Io spero di rinnovare a vita. O meglio vorrei fare qualche altro anno a Grosseto e poi, magari, tornare per un po’ di tempo in Argentina. Manco da tanto, troppo, tempo. Ed anche questi giorni trascorsi con la mia famiglia in un momento difficile mi ha fatto capire quanto siano importanti per me. Comunque in questo momento non ho più neppure il procuratore perché sono convinto della mia scelta di vita e quando devi parlare con chi ti conosce e ti stima come il presidente Camilli, credo che non ci sia bisogno di farlo attraverso altre persone. Basta parlarsi e sono convinto che ci metteremo presto d’accordo”.
Comunque diventerà presto italiano ed a Grosseto conta di stabilirsi?
“A giugno inizierò le pratiche per la cittadinanza. Sono più di dieci anni che vivo in Italia e ne ho diritto. Ma qui a Grosseto non vi nego che è la città in cui mi sono trovato meglio. Ho tanti amici e la gente mi vuole bene. Poi c’è la mia fidanza che, a giugno, diventerà mia moglie e che è di qui. Dunque questa è un po’ anche casa mia”.
A breve diventerà anche italiano…
“A giugno inizierò a preparare i documenti. Resto legato alla mia terra ed alla mia famiglia. Anzi in questi giorni mi sono reso conto di essere stato poco con loro in questi anni. In futuro, magari mi dividerò tra l’Italia e l’Argentina, però vivendo in Italia da più di dieci anni conto di avere presto anche la vostra cittadinanza”.
Insomma in futuro si dividerà tra la Pampa e la Maremma, due terre lontane ma simili…
“Penso proprio di sì. Da un lato c’è la mia terra, dall’altro quella che mi ha adottato e che mi ha sempre voluto bene. Cosa chiedere di meglio?”


