CALCIOSCOMMESSE Grosseto, ecco perchè si chiederà il proscioglimento
Inizierà domani il processo per il calcioscommesse di fronte alla Commissione Disciplinare. Una prima udienza che, alcuni, dicono possa anche iniziare con un rinvio visto che diversi avvocati potrebbe sollevare l’eccezione a causa di materiali impossibilità a difendersi. È il caso dei giocatori al momento detenuti. Il Grosseto dal canto suo è pronto a difendersi e le memorie sono state presentate lunedì scorso. Pagine e documenti che avranno un solo obiettivo: scagionare la società. A differenza di quanto in molti possano pensare, infatti, il Grifone non si presenterà di fronte alla Commissione per patteggiare, ma per chiedere il proscioglimento. Questo ricordando come il Presidente Camilli non solo abbia più volte denunciato quanto stava accadendo, ma anche perché il diritto sportivo non può pretendere che una società violi una legge sovraordinata come quella nazionale della privacy. In più c’è anche il fatto che la società risulta danneggiata dall’azione dei suoi ex tesserati. Il punto fondamentale, però, è quello delle denunce fatte, sia di fronte alla magistratura sportiva che a quella ordinaria. Piero Camilli, infatti, oltre a mettere al corrente dei suoi sospetti la Procura Federale aveva presentato un esposto – come da lui stesso confermato – anche alla procura della Repubblica di Grosseto ed a quella di Viterbo. In quel momento non si era dato seguito a quanto detto da Camilli, ma quegli atti ufficiali, oggi, potrebbero pesare come macigni nella richiesta del proscioglimento. Se così non avvenisse sarebbe il procuratore Federale Palazzi a dover spiegare perché di fronte ad una denuncia circostanziata lui abbia archiviato. Ma c’è di più e questo può tranquillizzare chi teme che il Grosseto possa essere coinvolto per responsabilità diretta a causa del deferimento dell’ex diesse Iaconi. Il dirigente, infatti, non aveva la rappresentanza legale della società e per questo in occasione del deferimento di Iaconi lo stesso Grifone lo è stato solo per responsabilità oggettivo. Sono solo due i dirigenti che del Grosseto hanno la legale rappresentanza: il presidente Camilli e l’amministratore unico Luciano Cafaro. Due sarebbe solo un illecito commesso da uno dei due a far chiamare in causa direttamente la società. Ma loro, da certi fatti, come è noto a tutti sono estranei e per questo sono pronti ad agire in giudizio per un risarcimento per i danni provocati al Grosseto dai suoi ex tesserati.


