Empoli, dopo Aglietti la storia si ripete. Fa bene cambiare cosi spesso?
Cambiare allenatore, in fin dei conti, non dovrebbe far benissimo all'ambiente, soprattutto se l'esperimento "riesce" troppo spesso, iniettando nel tecnico una paura e un'ansia da prestazione, tale da steccare negli impegni importanti. Sarà successo questo all'Empoli, con Aglietti prima e Pillon poi.
Ma riavvolgiamo il nastro. 1 ottobre, Empoli-Padova finisce 2-4 per i patavini e questa sconfitta costa l'esonero ad Aglietti, sostituito da Pillon, il cui avvio è piuttosto incolore. 2 punti in 4 partite, ottenuti con Livorno e Sassuolo. E se in estate gli azzurri hanno sbagliato molto sul mercato, non sarà colpa del buon tecnico se la squadra si trova nei bassifondi della classifica, nonostante nelle ultime gare i risultati parlassero chiaro: due vittorie e un pareggio. Poi la batosta del "Castellani" con il Verona (1-3), costa l'esonero all'allenatore veneto, rimpiazzato da Carboni, che vivrà, certamente, una pessima situazione, vista la cattiva aria che si respira in Toscana e, soprattutto, alla luce dell'ansia da prestazione che vige in casa-Empoli. E, dunque, in bocca al lupo al "Buon Guido".


