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EDITORIALE

Verona, l'ombra di quel che eravamo: i gialloblù si aggrappano a Pazzini per respingere l'assalto della Spal. Pro Vercelli-Benevento: ultima chiamata per Longo?

18.02.2017 09:30 di Marco Lombardi   articolo letto 3676 volte
Pazzini
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

La bruciante battuta d'arresto rimediata ad Avellino non è stata ancora digerita in casa Hellas. Monocorde, priva di mordente, incapace di abbozzare la benchè minima reazione, la squadra di Pecchia al "Partenio" ha palesato un'involuzione preoccupante, ma che non deve gettare nello sconforto. Non è il caso di drammatizzare, gli alti e bassi nel corso di una stagione estenuante sono da preventivare: in fondo, la vetta è sempre a portata di mano, a sole due lunghezze. A scuotere l'ambiente ci ha pensato il capocannoniere del campionato nonchè capitano gialloblù Giampaolo Pazzini che, saggiamente e prosaicamente, ha cercato di pungolare nell'orgoglio i propri compagni, esortandoli a reagire dinanzi alle prime avvisaglie di difficoltà ed ammonendoli ad un approccio più grintoso e volitivo alle trasferte, sulla falsariga di quello adottato al "Bentegodi" dove la squadra ha sistematicamente concesso pochissimo agli avversari. Dall'alto della sua grande esperienza il bomber, ex tra le altre di Inter e Milan, ha richiamato altresì l'attenzione dei compagni su una partita, quella contro la Spal, importante sì, ma non decisiva, ricordando che comunque dopo la gara contro gli estensi e la successiva trasferta sul campo della capolista Frosinone ci saranno ulteriori quindici partite da disputare. Evidente l'obiettivo di non caricare di eccessive responsabilità e pressioni la squadra, in vista di due impegni probanti nei quali gli scaligeri saranno chiamati a rialzare la testa, cancellando l'onta della debacle irpina, per riprendere con rinnovato slancio la marcia verso la serie A.

 

La pesante sconfitta nel recupero di Ascoli, la terza nelle ultime quattro partite, ha aperto ufficialmente la crisi della Pro Vercelli, denunciando tutti i limiti di una squadra ingessata, fumosa e inconcludente. Enormi i problemi in fase finalizzativa: la cessione di Mustacchio potrebbe rivelarsi fatale a fine stagione, Comi è giocatore umorale, ancora alla ricerca della definitiva consacrazione, e l'infortunio di La Mantia, che ha tolto le castagne dal fuoco in più occasioni, è un "macigno" che non ci voleva. Baroni proverà a "cavalcare" le fragilità dei piemontesi, puntando sulla verve ed il furore agonistico dei propri frombolieri. Per uscire coi tre punti dal "Piola" i sanniti dovranno affrontare la gara con l'approccio giusto, senza snobbare la Pro, al fine di non commettere il grossolano errore di Spal e Frosinone. Le bianche casacche, viceversa, dovranno sopperire al divario tecnico impostando una gara tatticamente intelligente, accorta, di grande intensità e sacrificio. Un sussulto d'orgoglio per muovere una classifica asfittica ed allarmante riconciliando squadra e tifosi. L'ennesimo passo falso a domicilio sarebbe sanguinoso, imperdonabile e potrebbe indurre la società a considerare l'extrema ratio dell'avvicendamento in panchina.

 


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