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Verona e Spezia, le big dal passo lento. C'è chi inizia a correre...

Verona e Spezia, le big dal passo lento. C'è chi inizia a correre...
autore
Marco Fornaro
martedì 25 settembre 2012, 00:01EDITORIALE

Dovevano essere le regine della Serie B, stanno momentaneamente deludendo le attese dopo un mercato a dir poco stellare. Parliamo di Hellas Verona e Spezia, sulla carta "big" del campionato che hanno realizzato un avvio al di sotto delle proprie aspettative. Dopo cinque turni è prematuro offrire giudizi chiari ed obiettivi, ma la sensazione è che Mandorlini e Serena avranno parecchio da lavorare. In cadetteria è complesso fare calcio, si può facilmente vincere con la prima e perdere con l'ultima, l'equilibrio è il sovrano di una categoria che ha sempre affascinato. E a spuntarla non è sempre il miglior compratore in sede di mercato, bensì chi riesce a trovare una quadra esatta sin dalle prime battute e chi concretizza in punti ogni occasione possibile. E' il caso del Sassuolo, che nonostante il cambio in panchina e l'addio di Sansone, è ripartito dalle basi solide gettate da Pea e con l'innesto di Catellani e Pavoletti, nonchè del rientro di Boakye, l'attacco guadagna velocità, imprevedibilità e concretezza. I neroverdi sono accreditati nella lotta promozione, può essere l'anno buono dopo diverse stagioni importanti. Struttura solida anche quella del Varese, che ha ritrovato in Ebagua il perno di una squadra che gioca a memoria, conosce alla perfezione i movimenti richiesti da Castori e continua a sfornare grandi talenti: uno tra questi Riccardo Fiamozzi, ha ben impressionato in questo avvio, ha le carte per far bene e sfondare. Cosa che proveranno a fare le due grandi in cerca di identità: gli scaligeri sono lenti e macchinosi, il "Bentegodi" sembra quasi frenare gli entusiasmi di una squadra in fase di costruzione. Vincere una sola volta tra le mura amiche in tre partite potenzialmente da 7/9 punti non è un dato del tutto confortante, ma Mandorlini saprà restringere il cerchio e comprendere le mosse da fare per riportare altre vittorie a Verona, che a mio modesto parere, arriveranno a stretto giro di posta. Differente la situazione dello Spezia, che appare ancora un cantiere aperto. Tante le operazioni importanti chiuse in estate, di meno le conclusioni che Serena riesce a trarre dal campo. Le ultime due sconfitte rappresentano un campanello d'allarme per come sono arrivate, ovvero senza un cenno di reazione rispetto ad un bis di 2-0 rimediato contro Ascoli e Sassuolo. La squadra si aggrappa alle sole magie di Sansovini, ma il centravanti romano non può caricarsi sulle spalle una squadra che sulla carta potrebbe lottare per le prime tre posizioni. Occorre modificare qualcosa a livello tattico? Lo dirà solo il campo. Intanto nell'infrasettimanale arriva un Novara ricco di speranze e che in casa non ha voglia di fallire.

La B è questa, non vince la più forte, ma la più consolidata. Quando anche il cuore accompagnerà definitivamente Verona e Spezia, le concorrenti dovranno tener testa a due organici spaziali.