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VARESE, SACRIFICATO MILANESE PER SOTTILI: E CON LE PLUSVALENZE COME FARAI? BRESCIA, LA SVOLTA NON C'È: CON IACONI IL PASSO È INDIETRO

VARESE, SACRIFICATO MILANESE PER SOTTILI: E CON LE PLUSVALENZE COME FARAI? BRESCIA, LA SVOLTA NON C'È: CON IACONI IL PASSO È INDIETRO TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
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Redazione Milano
domenica 16 marzo 2014, 22:00EDITORIALE

Ti aspetti un sabato tranquillo, un turno di campionato all'insegna dell'ordinario. Un Palermo che fugge e che ha già scritto, in stile Juventus, parte della sentenza finale che verrà pronunciata al termine della stagione. Poi il solito gruppone di inseguitrici che sgomitano, galleggiano, si accalcano alla ricerca di un posto nelle zone che consentono l'accesso alla serie A. Copione largamente prevedibile e regolarmente andato in scena. Ma quello che non potevamo attenderci è stato lo stravolgimento tecnico di Varese. Non che l'interregno di Gautieri fosse stato particolarmente apprezzabile per qualsivoglia ragione: di bel gioco, neanche l'ombra, pesanti sconfitte (il 4-2 con il Brescia, il 4-1 con il Modena, per citarne alcuni), musi lunghi nello spogliatoio e una persistente serie negativa hanno portato la dirigenza alla decisione di sollevare l'allenatore napoletano dall'incarico. Insomma, per Gautieri la bacchetta magica di Lanciano, è andata persa nel corso di questi mesi.

Torna Sottili, che alla prima occasione aveva fallito nell'adattamento a ritmi e regimi del campionato cadetto. Ma il segno più evidente del caos varesino sta tutto nell'uscita di scena del direttore sportivo Mauro Milanese. Il presidente Laurenza ha scelto di sacrificarlo per richiamare in panchina l'ex allenatore del Venezia. E fra Sottili e Milanese, non c'è esattamente del tenero. Il tempo dirà se la scelta della dirigenza varesina sarà stata quella giusta. Noi, proviamo a sbilanciarci: allontanare un diesse giovane ma già rodato come l'ex difensore di Inter e Perugia può essere un grave errore. Di sbagli, quest'anno, ne ha commessi diversi anche lui. Ma Milanese resta fra i principali artefici della storica finale playoff del Varese (miglior piazzamento di sempre per il club lombardo) nonchè l'autore di remunerative plusvalenze (Lazaar, per citare l'ultima) che hanno consentito al Varese di navigare in stabili acque economiche. Per dirla con termini "vicini" a Laurenza, è uno che sa "fare oro" anche con pochi mezzi. Motivo per cui, non farà fatica a trovare presto una nuova scrivania dal quale operare.

Un terremoto bello e buono, quindi. Che a qualche chilometro di distanza era stato registrato poche settimane prima. A Brescia, dove all'incerta situazione del club (vendita sì, vendita no?) non corrisponde affatto un florido e raggiante rendimento sul campo (in stile Bari, ad esempio. A proposito, nota di merito dovuta al gruppo di Alberti). E' vero che sabato si giocava in casa della capolista Palermo, è vero che mancavano sia Caracciolo che Corvia e che in attacco giocava un classe '95  alle primissime armi come Valotti, ma le Rondinelle viste sul terreno di gioco del "Barbera" erano troppo brutte e inconsistenti per essere vere. Mai pericolose, mai un tentativo degno di nota verso la porta di Sorrentino. Non lo meritano gli appassionati e calorosi sostenitori bresciani, che nonostante la lunga trasferta, hanno incitato numerosi la propria squadra anche in Sicilia. La "cura" Iaconi, assomiglia più a un tiepido brodino che poco può sortire. Due partite, due sconfitte, zero gol fatti e quattro subiti. Ma la svolta, dov'è?

Fonte di Marco Russo