VARESE: IL PARADOSSO E' NELLE SCELTE. HA PAGATO MILANESE, MA LA SOLUZIONE E' DA CERCARE ALTROVE
Mica è facile il compito, per Sottili. Il (di nuovo) suo Varese deve saper voltare pagina; il problema è che bisogna farlo in fretta, e seppur il punto conquistato a Trapani potrebbe far pensare che il peggio sia passato... no, ci sarà ancora da sudare, lavorare, patire parecchio. Perché è proprio questo l’errore: pensare che mandare via un allenatore e un direttore sportivo possa far pensare di aver trovato la soluzione a tutti i problemi.
Via Gautieri, riecco Sottili. Con Gautieri, via anche Milanese, uno che il suo lavoro l’ha fatto. Pensate solo agli arrivi del mercato di gennaio: Trevisan, Grillo, Di Roberto e, soprattutto, quell’Oduamadi su cui proprio l'oramai ex direttore sportivo dei varesini ha sempre speso parole d’elogio. Che poi questi calciatori - così come tutti gli altri prelevati la scorsa estate e che compongono un organico di tutto rispetto - non giochino come dovrebbero, è colpa di chi, i calciatori, deve metterli in campo; non di un ds che, al netto delle cose, ha utilizzato il budget messo a disposizione della società per acquistare ciò che di meglio offriva il mercato.
I venti punti nelle prime quindici gare della prima era Sottili no, non hanno soddisfatto il presidente Laurenza. Figuriamoci se possono averlo fatto i sedici punti in quattordici gare dell’era Gautieri. Calcolo, però, da aggiornare: Sottili è tornato - e vedremo se sarà stata una scelta giusta: le minestre scaldate, tutti lo sanno, non sono mai buone. Anche se nel calcio, oggigiorno, si usa prepararsele di tanto in tanto - e alla sua sedicesima gara è giunto un pareggio, in rimonta, contro un Trapani in dieci uomini. Classifica diversa, quella dei siciliani: quarta posizione, quarantasei punti, bomber Mancosu senza freni quest’anno, ma anche senza gol ieri sera.
L’1-1 del “Provinciale”, a conti fatti, risulta dunque più soddisfacente per il Varese. Si tratta, però, di una soddisfazione amara, questa; perché, se le cose fossero andate come si pensava che andassero a inizio campionato, se si fosse cioè riuscito a valorizzare il parco giocatori portato da Milanese, il punto conquistato in Sicilia sarebbe sembrato solo un “punticino", che di consolazione ne avrebbe portata ben poca. Il pari in casa di un Trapani in dieci avrebbe potuto mascherarsi da occasione persa, da due punti gettati alle ortiche. Teoria della relatività? Sicuramente. Nel caso di Milanese, però, non solo relatività (in questo caso di opinioni) ma anche il paradosso dato da quella legge non scritta, strana, purtroppo comune, che impone chiunque a trovare un capro espiatorio ogniqualvolta ci siano problemi che non si pensava mai di dover affrontare.


