Tra i litiganti... il Latina gode. Padova, game over. Quo vadis, Bari? Squadra commovente, ma quale il destino?
Doveva essere la notte dell'Empoli, la notte di Tavano e di Maccarone. E' stata, invece, la notte del Latina, di Alhassan. E' stata la notte dei colpi di scena, dei risultati inattesi e disattesi.
L'Empoli di Sarri contava di ipotecare definitivamente il secondo posto, sebbene l'avversario fosse di quelli ostici: il Cesena di Bisoli era reduce dalla fortunosa vittoria dell'Euganeo, arrivata allo scadere; Il Latina, alla stregua dei rivali, impegnato nella difficile trasferta contro il Crotone.
Doveva essere la volta dei toscani, è stata la volta di Marilungo. Nel finale, l'attaccante ha punito l'Empoli in inferiorità numerica, insidiando più di un dubbio circa le gerarchie in testa alla classifica. L'unica certezza maturata nel turno appena trascorso è che, fino alla fine, non v'è certezza alcuna. Guai ad azzardare un pronostico, adesso. Intanto, tra i litiganti impegnati a disputare e contendere, il Latina ringrazia e... gode.
Il Padova perde ancora, anche se questa pare non sia più una notizia. Quattro sconfitte nelle ultime quattro partite e una resa giustificata dalla contemporanea vittoria del Novara. I patavini, si evince, non dispongono più della fortezza per reagire al tragico corso degli eventi e forse mai ne hanno avuto la facoltà: il gol di Rocchi, ieri sera a Terni, aveva riacceso le speranze dei più ottimisti; il fischio finale ha nuovamente gettato nello sconforto i tifosi bianco-scudati: illividiti dal masochismo della squadra di Serena, o tafazzismo per restare fedeli alle tendenze dominanti, i supporters come gli addetti ai lavori hanno sospeso ogni auspicio e preso atto della realtà. E la realtà suggerisce di alzare bandiera bianca.
La stagione è stata funestata irrimediabilmente da scelte prettamente tecniche che non hanno ripagato il coraggio della società. Il caso di Tommaso Rocchi è emblematico: cinque marcature sono poca cosa, se si considera il passato glorioso del centravanti ex Lazio e Inter. A testimoniare l'involuzione della squadra veneta, l'impietoso e alle volte ingiusto verdetto del campo in più circostanze. E' tempo di calare il sipario sulla stagione del Padova: game over, fine dei giochi.
Il Bari vince ancora, anche se questa pare non sia più una notizia. Sette vittorie nelle ultime otto partite per una squadra che seguita nel mietere vittime, incolpevoli al cospetto dell'empito dei pugliesi; chi predicava prudenza e sottovalutava la spinta dei bianco-rossi, ha dovuto ricredersi. Il più grande paradosso risiede, però, nella solitudine della gloriosa società.
Di qua il lecito quesito e- lo ammettiamo- irriverente che poniamo al Bari, come fosse un interlocutore o disponga di chi, in luogo di un interlocutore, risponda a questo imperversare senza un limite ben precisato. “Dove vai?” , domandiamo. O meglio, “Quo vadis?”, perché più solenne, benché anacronistico: incontro a quale destino?
La grande bellezza, o il grande equivoco della squadra di Alberti, orfana e in bilico, sta nella forza e nella continuità di risultato. Undici personaggi in cerca d'autore: è una storia che merita un epilogo più che lieto.


