Torino, spunta una cordata per l'acquisto
Idee chiare, contatti già avviati e tempi stretti. C'è un gruppo di imprenditori italiani che ha stretto alleanza per raggiungere un preciso obiettivo: acquistare il Torino entro un mese. Da qualche tempo i potenziali compratori stanno ragionando ed analizzando il progetto di entrare nel calcio: ora hanno rotto gli indugi e sono pronti a presentare un'offerta al presidente Urbano Cairo. Così dicono. A rappresentarli c'è la «Alessandro Proto Consulting», società finanziaria svizzera, che ha riunito alcuni soggetti privati per trattare l'acquisizione del Toro. «La “Alessandro Proto Consulting” - confermano da Milano attraverso un comunicato stampa - per conto dei suoi investitori formalizzerà un'offerta di acquisto per le quote di maggioranza del Torino Fc entro la metà di gennaio 2011». Nessuna ipotesi di trattativa futura, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. Rivolta innanzitutto ai tifosi del Toro e di rimbalzo allo stesso Cairo.
La "Alessandro Proto Consulting" nei giorni scorsi sosteneva di aver curato l'acquisizione del 2,88% delle azioni di Tod's di Diego Della Valle, un'operazione avvolta in una fitta coltre di «discrezione». Dietro la società finanziaria ci sarebbero 12 investitori privati, forse gli stessi che ora vorrebbero prendere il club granata. L'«operazione Toro» è portata avanti da Alessandro Proto, nato 35 anni fa a Milano e residente in Svizzera dal 2004, che di mestiere cura il settore immobiliare "vip" (compra e vende ville anche per attori di Hollywood) e la consulenza per aziende ed investitori. In ogni caso all'orizzonte granata non ci sono arabi e nemmeno la Red Bull che aveva preparato in estate un dossier sul Toro. Semplicemente c'è una cordata italiana, composta da persone che hanno conoscenze calcistiche e da finanziatori "puri". Costoro hanno studiato i conti del Torino, le sue potenzialità ed ora vogliono trattare.
Lo stesso appeal che aveva smosso il presidente cinque anni fa ora rivive attraverso questo "trust" di imprenditori. Sull'identità, sull'organigramma e sul potenziale nuovo presidente, il riserbo nella "Alessandro Proto Consulting" è totale. In ogni caso viene confermato che il capo-cordata non è uno straniero, ma ha un nome piuttosto conosciuto in Italia. Memori delle vicende di "Mister X", al secolo Raffaele Ciuccariello, le persone interessate al Toro sono pronte ad uscire allo scoperto quando tratteranno direttamente con Cairo. Finora i contatti sono passati attraverso persone vicine al presidente, che lo affiancano anche nella Cairo Communication, ma non sono ancora sfociati in una «due diligence» e soprattutto non hanno portato all'incontro preliminare tra le parti.
Se dieci mesi fa il presidente annunciò al nostro giornale la volontà di cedere la società granata a «chi è più ricco, più capace, più organizzato e più tifoso di me», facendo poi rientrare il cartello «vendesi» in estate, ora bisognerà capire quali siano le reali intenzioni di Cairo. Che respinse l'ipotesi della famiglia Tesoro (un solo incontro a poi tanti saluti) ed anche recentemente ha ribadito la sua volontà di andare avanti. «Vendere non è il mio obiettivo - ha confidato a Natale in un'intervista a La Stampa - e non ho ricevuto offerte: le due cose si sposano. Il mio compito non è finito». Ora, di fronte ad una proposta concreta, il proposito di Cairo potrebbe cambiare. Il punto da chiarire è proprio questo: quanto è concreta (e soprattutto seria) la proposta?


