Storia di un piccolo-grande miracolo modenese
Come fare a trovare le parole per descrivere un'emozione così forte? Quasi impossibile. Il Modena è salvo. Il Modena resta in serie B. E come sempre quando i sogni e le speranze si materializzano sotto i nostri occhi, lasciano un alone di incredulità. Si rimane come basiti. Immobili. Prima di liberare la tanta troppa tensione accumulata in un abbraccio collettivo che sa di sofferenza, sudore, lacrime, cuore e gioia. Veri. Il cielo sopra al Braglia è a tinte gialloblu' in questo 6 giugno 2015. Una data che è già nella storia di questi colori. Ed è un gialloblu' più vivo, più bello, più intenso, più emozionante perché vuol dire salvezza. Senza più se o più ma. Sì finalmente è salvezza. Ieri sera si doveva mettere la parola fine nel migliore (e unico) modo possibile a questa prolungata stagione, causa playout. E così è stato. Il verdetto dello spareggio finale tra Modena ed Entella dice 1-1. Dopo 95' di sofferenza pura, in un caldo infernale pari solo all'inferno di trincea del match. Un match per niente bello sotto il profilo del gioco e dello spettacolo, con zero tiri in porta da parte modenese e qualche brivido "gelato" in più da parte ligure. La formazione di Melotti e Pavan passa in vantaggio subito al 24' con Granoche su rigore. È il ventunesimo timbro stagionale per il capocannoniere della B. Un Diablo monumentale, a cui andrebbe eretto davvero, in qualche luogo simbolo della città un qualche tributo marmoreo. 1-0 Modena quindi. La gioia incontenibile del pubblico che spera e crede esplode. Ma è una gioia di breve durata. Al 36' infatti l'ex partito l'estate scorsa (troppo in fretta?), quell' Andrea Mazzarani che forse tanto avrebbe fatto comodo dalle parti di Viale Monte Kosika quest'anno, riporta il risultato sull' 1-1 insaccando di testa la porta ancora inviolata di Pinsoglio. Nella ripresa il registro non cambia: la sofferenza continua, il caldo asfissiante che toglie respiro ed energia sia in campo che sugli spalti, pure. Succede di tutto. Al 66' un ingenuo Calapai viene espulso per doppia ammonizione. Modena in 10. Il baratro si avvicina e le speranze si affievoliscono. Ma la tranquillità non alberga certo da queste parti ed è così che la formazione di mister Aglietti prende in mano le redini della partita consegnando il goal del 2-1 prima a Sforzini (che sbaglia clamorosamente da solo davanti a Pinsoglio al 70') e poco dopo al 74' a Moreo che non fa meglio. Chiamatela fortuna, chiamatelo destino, inspiegabilmente il risultato rimane fermo sull' 1-1. Con qualche anno di vita in meno per tutti, nessuno escluso, questo è certo. Di qui al triplice fischio finale lo stesso refrain, quello di una battaglia sofferta, ostica e tesa, come non si ricordavano da tempo, con un Modena arroccato in difesa ed un' Entella che, dopo l'espulsione di Iacoponi e rimasta in 10, altro non può fare che arrendersi e dire addio alla serie B dopo un solo anno di permanenza. Ma a testa altissima. Onore ai vinti dunque. Ed oneri di festa ai vincitori. Corse, abbracci, l'intera panchina che si precipita incontro ai giocatori, tifosi in delirio a fare da urlante cornice alla più classica delle invasioni di campo. È finita. Stavolta davvero. I gialloblu' come da copione visto in questo tribolato campionato si complicano non poco la vita, uscendo distrutti psicologicamente e fisicamente dalla finale del dentro o fuori, ma come reduci di guerra possono alzare la preziosa B Cup conquistata. L'incubo è finito: il Modena ha salvato la cadetteria. "Ce l'abbiamo fatta". Sono provati e visibilmente stanchi Melotti e Pavan nel post partita. "Questa è stata una salvezza sofferta che adesso ci godiamo condividendo il merito con tutto il nostro gruppo di lavoro e con i ragazzi, che soprattutto nell'ultima mezzora ci hanno messo il cuore". Queste le parole di Pavan a cui fa subito eco Melotti "dobbiamo solo ringraziare i nostri giocatori, sia chi ha giocato che chi non ha giocato, perché nessuno ci ha mai messo in difficoltà, anzi, tutti ci hanno aiutato a raggiungere l'obiettivo". E il pubblico? Già il pubblico. La muraglia gialla, quegli eroi instancabili che tanto onore hanno reso anche ieri sera alla squadra e alla città. "Un pubblico da 10 e lode. Un pubblico che ci ha sempre aiutato e sostenuto fino all'ultimo secondo. Questi sono i modenesi veri. Si sono meritati questa salvezza insieme a noi. E non è una leccata di c..." aggiunge convinto Pavan. E perdonate il "francesismo" ma in quella notte afosa e disperata di ieri, scaricata tensione e paura, valeva tutto. Anche questo. Se pensiamo poi che il "fattore C", quello più temuto, è stato sconfitto, ci si può quasi lasciare andare, con la schiettezza di chi sa di aver compiuto una piccola ma grande impresa emiliana. Un piccolo ma grande miracolo modenese.


