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Serie B e matricole, una tradizione che prosegue

Serie B e matricole, una tradizione che prosegue TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Nicolò Bonazzi
sabato 16 giugno 2012, 00:01EDITORIALE

CIttà in festa per giorni, carri celebrativi lungo le strade, tifosi in delirio. Piccole città come Lanciano, Vercelli e prima ancora Gubbio, Nocera, Castellammare si ritrovano invase da tifosi colorati e festanti, persone che si riversano sulle strade per cantare a tutti che "l'anno prossimo si gioca il sabato", che la loro squadra dopo tanti anni (o per la prima volta) si ritroverà a giocare in Serie B. Lanciano e Pro Vercelli sono le ultime due matricole piombate in cadetteria e rappresentano la storia che si ripete. Da qualche anno a questa parte, infatti, sono diverse le squadre "minori" che hanno calcato e assaporato anche soltanto per una stagione i palcoscenici della Serie B.

Andando indietro nel passato recente, in principio furono Treviso e Frosinone ad affacciarsi con entusiasmo in questa categoria. I veneti vennero addirittura promossi in Serie A per la prima volta nella loro storia prima di doversi arrendere ad uno scottante fallimento. I ciociari sono rimasti in cadetteria per qualche stagione facendo sognare i propri supporters, ma ora si ritrovano in Lega Pro dopo la retrocessione del campionato 2010/2011. Tra i cadetti ci fu anche il Gallipoli, una vera e propria rivelazione. Dopo una cavalcata stratosferica i pugliesi capitanati da Ciro Ginestra si ritrovarono in una categoria mai vista prima: la permanenza durò soltanto dodici mesi e la retrocessione arrivò puntuale e accompagnata da un triste fallimento. Nel 2010/2011 fece anche la sua apparizione il Portogruarosummaga, nome impronunciabile ma calcio frizzante e piacevole. La squadra di Calori non riuscì però a mantenere la categoria e come i suoi predecessori si dovette accontentare del ritorno in C.

Nella stagione appena terminata abbiamo potuto vedere all'opera Juve Stabia, Gubbio e Nocerina. Le vespe allenate da Braglia hanno impressionato per il gioco espresso e, trascinate da un fenomenale Sau, si sono classificate nella parte medio alta della classifica guadagnandosi il titolo di squadra rivelazione dell'anno. Il discorso è diverso per umbri e campani: gli eugubini non hanno mai impressionato gli addetti ai lavori e, dopo essere finiti sotto i riflettori nell'ambito del calcioscommesse per il rifiuto di Farina nei confronti di Zamperini, la squadra dei cinque allenatori (nell'ordine Pecchia, Tebi, Simoni, Alessandrini e  Apolloni) disfa un progetto pluriennale e si classifica al penultimo posto. I molossi allenati da Auteri (brevemente intervallato da Sasà Campilongo) esprimono un gioco fra i migliori in assoluto ma pagano le scelte del calciomercato estivo e gli errori di una difesa troppo spesso "ballerina". I rossoneri ora sperano in un possibile ripescaggio ma la realtà, al momento, si chiama Lega Pro.

Come mai tutte queste squadre riescono ad approdare in Serie B a discapito di compagini ben più blasonate? Molto semplice. Alla base di tutto ciò c'è un oculato processo di crescita che viene portato avanti con gli anni da ottimi dirigenti che costruiscono le squadre con giovani motivati e vecchi lupi di categoria con una grande fame di successo. Queste "piccole" squadre non hanno troppe pressioni e riescono ad esprimersi al meglio: l'esempio più lampante è il Lanciano, compagine partita per salvarsi e che alla fine del campionato è stata promossa. Sperando che questi progetti vengano portati avanti da molte altre squadre non resta che augurare un grosso in bocca al lupo a tutte le matricole. E che questa tradizione possa continuare nel tempo cosicchè anche altre "piccole" possano vivere una favola tanto grande.