SCARSO INTERESSE, TANTI DUBBI, POCA CHIAREZZA. ABODI: SERVONO CONTROLLI A TAPPETO. A PARTIRE DALLE GESTIONI ECONOMICHE DEI CLUB
Una serie di problemi che si deve gestire, e che chissà se nella riunione di Lega se ne parlerà. Si accennerà magari a qualcosa, ma suvvia: parlare dei problemini della serie cadetta è facile, farlo dei problemoni no: è molto, molto più complicato, ed è anche difficile. Meglio metterci una pietra sopra e passare avanti. Già, girate pure pagina, voi: noi no, noi non lo facciamo, e continuiamo a elencare le problematiche portate da una Serie B che preferisce mascherarle piuttosto che risolverle.
Abbiamo già parlato della questione stadi, confrontando quelli italiani con gli impianti europei. Abbiamo sottolineato il problema delle mutualità garantite ma non elargite dalla Lega ai club della nostra cadetteria, con i conseguenti disagi economici che ne derivano giorno dopo giorno; adesso, è arrivato il momento di focalizzare l'attenzione sulla gestione economica dei club. Suvvia, è argomento quotidiano di discussione quello relativo agli ingaggi dei calciatori: super pagati, ricconi che passano il loro tempo a calciare un pallone, gente che non sente la crisi. Ok, saranno ben pagati, fattacci loro. La domanda, però, è un’altra: come vengono retribuiti?
Evitiamo di addentrarci in situazioni poco piacevoli, limitiamoci solo a porre l’interrogativo: secondo voi, in un paese martoriato dalle tasse come l’Italia, in quale modo vengono pagati gli stipendi ai propri tesserati? Lungi da noi lanciare qualsivoglia accusa, sia chiaro: si tratta solo ed esclusivamente di un quesito derivato da tanti piccoli indizi che lasciano pensare che non proprio tutto sia alla luce del sole. E’ immediatamente intuibile, infatti, ritenere che per tenere a bada il bilancio di fine anno sia preferibile dividere l’ingaggio tra soldi pattuiti da contratto firmato e timbrato, e “donazioni” spontanee, non soggette a imposte (chiamiamole così per una profonda forma di eleganza). E’ ovvio e scontato anche che non è, questa, una verità assoluta, né una prassi confermata. C’è chi riderà al solo pensiero che ci possano essere squadre che possano arrivare a fare ciò, ma concedetecelo: è legittimo il pensiero che tutto questo possa accadere, soprattutto se la Lega non effettua, in tal senso, quei controlli a tappeto che garantirebbero una trasparenza oggi come oggi non così evidente.
Diamo un occhio alla classifica: si sta pian piano delineando il quadro di chi potrà salire in Serie A, chi scenderà in Lega Pro, chi vivacchierà nel mezzo, senza infamia e senza lode. Tutti meriti e demeriti sportivi, ovvio. E se invece… ci fosse alle spalle una gestione “particolare” delle risorse economiche? Va bene, diciamo che no, diciamo che non c’è, e tutti siamo più tranquilli e sereni. Noi, però, il quesito lo lanciamo. Noi, però, qualche controllo - approfondito - lo effettueremmo. E chissà se sarebbero, poi, ancora risate o pianti amari.


