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Rimonte e bel gioco, ecco lo scenario di una finale entusiasmante. Hellas Verona, questa volta i play-off non sorridono. Piange anche il guerriero Pea...

Rimonte e bel gioco, ecco lo scenario di una finale entusiasmante. Hellas Verona, questa volta i play-off non sorridono. Piange anche il guerriero Pea... TuttoB.com
© foto di Alberto Mariani/TuttoAtalanta.com
autore
Marco Fornaro
domenica 3 giugno 2012, 02:05EDITORIALE

I colpi di scena continuano a recitare una parte importante nello spettacolo della Serie Bwin, giunto alle battute finali di una stagione pronta a regalare sorprese nei momenti topici che, come solito, naturale e per ovvie ragioni fisiologico in una stagione da 42 e passa partite, si rivelano decisivi più che mai. È la storia della Sampdoria, partita per vincere il campionato e quasi rassegnata al sogno-promozione già a dicembre, dove, nonostante l'allestimento di una squadra super competitiva, i giochi sembravano compromessi. Ma sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ecco, i liguri non hanno perseverato, bensì compreso gli errori ed intavolato nuovi scenari per una pronta risalita. Detto, fatto: il Padova inizia un crollo verticale inspiegabile e Iachini, dopo un primo periodo fatto di troppi pareggi, guida la tifoseria verso una rimonta tachicardica  e assolutamente spettacolare. Al fotofinish la Samp non può sbagliare, nonostante l'avversario non sia dei più facili: il Sassuolo del guerriero Pea coltiva il sogno della Serie A, obiettivo non irraggiungibile per come era stata impostata la gara di andata, dettata dal rigore fallito da Sansone e il gol successivo di Missiroli. Ma la Samp non è abituata ad arrendersi, probabilmente è tornato davanti al volto di ogni giocatore il film di un'annata in cui è successo di tutto. Da lí una nuova reazione, alimentata da Eder e Pozzi. Al ritorno lo stesso numero 9 sblocca subito dal dischetto, rendendo vano il gol di Valeri al 63'. Tiriamo le somme: è un risultato atteso ai nastri di partenza di questa gara, ma sicuramente non veritiero nei confronti di una stagione che ha visto il Sassuolo come squadra più tenace e costante nei risultati.

I play-off, peró, sono gare a sè, dove ha comunque prevalso la squadra sulla carta più forte. Cosa che non è successa tra Verona e Varese, dove la freschezza atletica dei lombardi ha avuto la meglio, perché la stagione, comunque sarebbe andata a finire, avrebbe rappresentato un enorme successo. Il secondo raggiungimento dei play-off consecutivo è segno di un progetto mirato e costruito con basi importanti da una società modello. Dall'altra parte c'è il Verona: gli scaligeri alla ricerca della doppia-promozione, si vedono messi in ginocchio da una squadra apparentemente più debole e probabilmente sottovalutata alla gara d'andata, dove le geometrie di un Varese più pimpante hanno avuto la meglio su di un Hellas bloccato a Masnago e vicino al maxi recupero al "Bentegodi", dove Tachtisdis aveva indirizzato la partita su binari decisamente favorevoli. Ci sarà spazio per le polemiche, rigori non concessi e tante parate di Rafael che non può nulla sulla zuccata del provvidenziale Terlizzi, sempre più goleador. Tornano i giudizi: la stagione gialloblù resta fantastica, ma quando viene gettata al vento una gara come quella dell'andata, per ciò che concerne il doppio confronto, è giusto salutare anzitempo. La finale volge il favore del pronostico alla truppa di Iachini, senza peró sottovalutare una squadra che, in un modo o nell'altro, si è dimostrata una spina nel fianco per chiunque. Il fattore mentale sarà decisivo: la Samp ha la motivazione di dover vincere obbligatoriamente, il Varese la consapevolezza di poter giocare con tranquillità  e cercare di coronare una stagione trionfale. Le maledizioni dei play-off continuano a punire le squadre più continue nell'arco di una stagione, vedendo eliminate Sassuolo e Verona, rispettivamente classificate al terzo e al quarto posto. L'imprevedibilità è il sapore del divertimento: il calcio è anche (e soprattutto) questo