Piazze da A, numeri da Lega Pro: Brescia e Reggina, che delusione!
Cinque, sono le sconfitte consecutive subite dal Brescia, comprese le tre gare della gestione Iaconi. Zero, le reti realizzate dalle Rondinelle dallo scorso 15 febbraio ad oggi. Otto, sono i goal incassati dalla Reggina nelle ultime due giornate di campionato. 25, i punti totalizzati in 30 giornate dagli amaranto. Non serve aggiungere altro, i numeri parlano da sè. Sono numeri impietosi, che condannano senza appello due piazze di primo livello, piazze che hanno vissuto la serie A, che hanno visto calcare il proprio palcoscenico da campioni come Roberto Baggio e Andrea Pirlo, e neanche tantissimo tempo fa. Sono numeri pesanti, specchio del clima che probabilmente si respira in due club partiti con tutt'altre aspettative, e che si trovano ora a combattere per salvare un campionato disgraziato. Ma andiamo con ordine.
"Avrei voluto fare il primo o il secondo posto", ha confessato ai nostri microfoni il patron del Brescia, Gigi Corioni. La dichiarazione, seguita da un inevitabile e fin troppo ottimistico "ma ora è difficile", racchiude tutta l'amarezza di una stagione deludente, caratterizzata da tanta sfortuna, va detto anche questo, ma anche da numerose scelte sbagliate. A cominciare dagli allenatori, quattro in sette mesi. Prima Giampaolo, che dopo sole 5 giornate "sparisce" per alcuni giorni, creando stupore e preoccupazione, prima di rassegnare poi le dimissioni per incompatibilità con la società dal punto di vista degli obiettivi, come lui stesso spiegherà; poi Maifredi, che siede sulla panchina delle Rondinelle per un solo week end, giusto il tempo di perdere la gara contro il Latina, prima di tornare ad occuparsi dell'area tecnica da dirigente; dopo ancora Cristiano Bergodi, la cui era (perché di era si tratta, viste le esperienze lampo degli altri due!) dura 19 partite, prima dell'esonero in seguito alle due sconfitte consecutive contro Crotone e Carpi; infine, e arriviamo così ai giorni nostri, il neo tecnico Ivo Iaconi, fratello del ds Andrea, che ha collezionato zero punti in tre gare, ma che per il momento non sembra a rischiare il posto. Tanta, troppa confusione intorno alla squadra, che, come se non bastasse, ha dovuto anche far fronte per diverse settimane alla possibilità di un'imminente cessione della società, trasformatasi poi in un "nulla di fatto". Tutti eventi, questi, che hanno eccessivamente minato la serenità dei calciatori e del club stesso, che con 37 punti in 30 gare, sta conducendo un campionato anonimo, con 8 punti che lo distanziano dalle zone rossa e verde della classifica, e senza ormai grandi prospettive, se non quella di salvare il salvabile.
Il discorso cambia di poco, se non per una questione di punti, spostandoci dalla parte opposta dello Stivale, a Reggio Calabria. Anche qui, il patron Foti non si nasconde, e dice che si poteva fare di più. Si doveva, puntualizziamo noi. Nell'anno del centenario i tifosi si sarebbero aspettati probabilmente qualche investimento in più, per obiettivi all'altezza della piazza calabrese. E invece Foti i soldi li ha spesi, sì, ma più che altro per gli allenatori. Anche qui, infatti, come a Brescia, 3 tecnici in 7 mesi. Anzi 4, considerando la parentesi "Atzori bis". Anche la proprietà amaranto, come quella lombarda, ha generato caos e insicurezza intorno alla squadra, tornando per ben 4 volte sulle proprie decisioni, invece di lavorare sul materiale esistente. Scelte fatte, chiaramente, in buona fede, ma che non hanno evidentemente sortito gli effetti sperati. Il patron Foti, infatti, prima affida la squadra a Gianluca Atzori; poi, dopo 10 giornate e 9 punti realizzati, effettua il primo cambio, chiamando Fabrizio Castori, il quale però dura solo 40 giorni, prima di fare nuovamente spazio al suo predecessore. Ma la società non è ancora convinta. Così, dopo altri 5 turni, Atzori viene messo definitivamente, almeno per ora, alla porta e al suo posto arriva il duo Gagliardi-Zanin, che non era partito male, ma che nelle ultime 5 gare ha totalizzato 4 sconfitte, condannando la squadra al penultimo posto e ad una sempre più difficile lotta per non retrocedere.
Oggi, dopo la trentesima giornata di campionato, sono dodici i punti che dividono in classifica Brescia e Reggina. Destini diversi, dunque, per le due società, che però, a fronte della distanza in classifica, sono inesorabilmente accomunate da un dato, che va ad aggiungersi ai numeri sopra riportati. Si tratta del nostro giudizio alla stagione dei due club. L'unica cifra, tra quelle suddette, che è uguale per entrambi, e che con rammarico, sentiamo di attribuire: Brescia e Reggina, voto 4.


