PESCARA, CHE CI FAI LAGGIÙ? PALERMO, NON SARÀ FACILE A LATINA. EMPOLI, TROPPI ALTI E BASSI. SIENA, SENZA PENALIZZAZIONE SARESTI CON UN PIEDE E MEZZO IN SERIE A
Quant’è brutto vedere il Pescara là in fondo. Dodicesima posizione, soli quarantasette punti conquistati, altra chance per migliorare la classifica gettata alle ortiche nel primo anticipo del venerdì di questa trentaseiesima giornata. Zero a zero col Novara, poca incisività, poca organizzazione, solo un punto portato a casa contro un avversario che quest’anno sta a sua volta riscontrando molte più difficoltà di quanto credeva a inizio stagione. Risultato identico a quello dell’andata, e assolutamente insoddisfacente: la piazza ambisce a tornare subito grande, e i nove punti dall’Empoli, terzo in classifica e con una partita in più da giocare, sono effettivamente troppi per non pensare che c’è bisogno di una riorganizzazione generale, appena questo campionato sarà messo in archivio.
Riorganizzazione che magari così, nuda e cruda, non dovrà riguardare il Novara, squadra dal buon tasso tecnico ma che sembra aver calpestato i piedi alla dea bendata. Ok, magari il suo gioco non è mai stato spumeggiante in questa stagione, ma i piemontesi, livello dell'organico alla mano, e magari con un pizzico di determinazione (e fortuna) in più, avrebbero potuto avere quei 6-7 punti in più in classifica che, quest’anno che sono tutte schiacciate in undici lunghezze dalla sesta alla diciottesima, avrebbero fatto la differenza. Questione Aglietti: non esemplare, vero, la sua gestione in questa stagione, ma non è da piazzare sul patibolo. E’ un momento delicato per gli azzurri, c’è bisogno di tranquillità, la salvezza non è assolutamente conquistata, sotto la cupola di San Gaudenzio l’imperativo è uno: dare il massimo fino all’ultimo minuto.
Un occhio alla lotta promozione: Latina sta stupendo, e quest’oggi affronta la capolista Palermo, al "Francioni". I rosanero volano in terra pontina per portare a casa la ventiduesima vittoria stagionale, e magari conquistare la promozione con sei giornate d’anticipo (già, potrebbe accadere anche questo. Perché? Leggi qui). Superare i nerazzurri di Breda, però, autori di un’annata stratosferica, non sarà facile. I pontini giocheranno in uno stadio pieno zeppo di entusiasmo: il Francioni è sold-out da praticamente metà settimana. Praticamente, questa sfida è una prova del nove sia per l’una che per l’altra: per il Palermo, vincere nella bolgia di Latina potrebbe significare l’ennesima dimostrazione di maturità, forza, superiorità; per il Latina, battere il Palermo capolista vorrebbe dire essere veramente ai livelli delle più grandi.
Poi, uno sguardo in casa Empoli: il campionato pieno di alti e bassi sta portando un terzo posto che sì, attualmente vorrebbe dire promozione, ma con tanti pericoli dietro l’angolo. Il Crotone è a meno uno, il Cesena a meno quattro, Siena, Lanciano e Spezia a meno cinque. Con sette giornate ancora da disputare, questo divario è infinitesimo. A inizio stagione, questo Empoli sembrava anch’egli di categoria superiore: la qualità c’è, evidentemente qualcosa non è andato come doveva andare. Forse nella testa del gruppo.
Infine, il Siena: abbiamo detto che è a quota 51; questi, sommati agli 8 punti di penalizzazione inflittigli a inizio stagione dalla Co.Vi.So.C, sarebbero 59. Dunque, potenziale seconda posizione, e dunque promozione. La meriterebbero i toscani: grande squadra, bel gioco, un bel po’ di fascino (ricordate i tanti rischi corsi a causa della vicenda MontePaschi? Ecco: questo Siena sta combattendo contro tutto e tutti, penalizzazioni e problemi). In palio, da qui alla fine, ancora diciotto punti: è certo, quasi scontato, che i bianconeri saranno là a giocarsi la massima serie fino all’ultimo respiro.


