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PALERMO, E’ FESTA SERIE A. MA ZAMPARINI PREPARA IL RIASSETTO DIRIGENZIALE: PERINETTI MERITEREBBE UN TRATTAMENTO DIVERSO

PALERMO, E’ FESTA SERIE A. MA ZAMPARINI PREPARA IL RIASSETTO DIRIGENZIALE: PERINETTI MERITEREBBE UN TRATTAMENTO DIVERSO TuttoB.com
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Redazione Milano
sabato 3 maggio 2014, 00:00EDITORIALE

La Camera di Consiglio è riunita ma la sentenza è già scritta da settimane, lì lì per essere pronunciata. La festa è pronta, lo spettacolo per le vie di Palermo deflagrerà dal fischio finale della gara contro il Novara. Poi, sarà di nuovo serie A per tutto il popolo rosanero. Caroselli e cortei, per un purgatorio durato solamente un anno. Una stagione perfetta, impeccabile, da incorniciare. Perché tornare in serie A era sì un “obbligo” morale. Ma ha i connotati del fantastico farlo così, in un percorso costantemente frastagliato di insidie e pericoli.

Eppure, in questo fiume di positività rosanero, c’è qualcosa che stona. Un neo, lo troviamo e lo evidenziamo. Perché sì, il presidente Zamparini avrà tenuto a bada la propria bulimia di allenatori (mica tanto, poi, visto che comunque un cambio in panchina non se l’è fatto mancare) ma non riesce a tenere a freno la voracità che lo ha contraddistinto anche nei riassetti a livello dirigenziale. Ci sono i giocatori, c’è Iachini e c’è lo stesso Zamparini: ma tra le pieghe del super-Palermo 2013/2014, c’è tanto di Giorgio Perinetti. Eppure l’esperto direttore dell’area tecnica è a un passo dall’allontanamento: è in scadenza di contratto e Zamparini più che a rinnovare l’accordo con l’ex Bari e Siena pensa più alla sua sostituzione con un’altra “vecchia volpe”, Franco Ceravolo. Emigrante di ritorno dopo la felice esperienza con Lippi al Guangzhou. Ci sono state già diverse telefonate tra i due, i contatti esplorativi sono andati a buon fine. Una collaborazione fra Ceravolo e Perinetti? Difficile se non impossibile. Da quello che ci risulta, Perinetti vorrebbe anche provarci ma il rapporto fra i due (che con ruoli e compiti diversi avevano già lavorato insieme alla Juventus nell’era Moggi) non sembra lasciare adito a spazi di convivenza. Due primi attori, con staff collaudati al seguito. Un curriculum troppo importante per allargare la scrivania da diesse in viale del Fante.

Ma il neo di cui sopra, sta proprio qui. Un po’ ingeneroso, congedare così un dirigente che ha contribuito in maniera netta e decisiva ad una risalita sì attesa nelle forme ma non in questa succulenta sostanza. Giorgio Perinetti ha seminato e il Palermo adesso raccoglie.

C’è anche la strada che potrebbe portare ad un clamoroso ritorno, quello di Rino Foschi. Il dirigente della promozione di dieci anni fa, della prima esperienza europea. Il dirigente più “longevo” dell’era Zamparini. Foschi tornerebbe di corsa, affascinato com’è dalla piazza palermitana a cui si è visceralmente legato. Ma Zamparini non è convinto, l’età passa per tutti e l’amico Rino non è più adatto alla gestione tecnica del Palermo. E' già serie A, intanto. Ma su quella scrivania pende ancora un grosso punto interrogativo.