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MA CHE FINE HANNO FATTO LE GRANDI PIAZZE? NON É PIÙ LA SERIE B DI UNA VOLTA

MA CHE FINE HANNO FATTO LE GRANDI PIAZZE? NON É PIÙ LA SERIE B DI UNA VOLTA TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
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Redazione Milano
venerdì 14 marzo 2014, 00:00EDITORIALE

Nel 1994 si giocava Ancona-Venezia. Oggi, esattamente dieci anni dopo, il big match di giornata è Latina-Trapani. Beninteso, nulla contro le calde e passionali piazze pontina e granata. La domanda però sorge spontanea: che fine hanno i fatto i grandi club di una volta, quelli che hanno scritto la storia della serie B degli anni Novanta e Duemila? Lecce, Perugia, Piacenza, lo stesso Taranto, che negli anni '70 la faceva da padrone nel campionato cadetto. Tutte queste piazze farebbero la loro figura anche in serie A, con stadi che si aggirano tra i 15000 ed i 25000 posti, ma si trovano invece a militare tra Lega Pro e Serie D, disputando gare contro squadre che in molti casi non rendono onore al loro nome. 

Tante, troppe le colpe di Presidenti che hanno venduto sogni ai tifosi di queste città, perché ammaliati dal fascino del dio denaro, che a volte chiede indietro quello che dà. Lo hanno scoperto a proprie spese i vari Luciano Gaucci ed Ermanno Pieroni, che con le loro mosse 'azzardate', dettate magari anche solo dall'entusiasmo e dal desiderio di vedere il proprio nome ricordato negli anni, hanno scritto la parola fine alla storia di club come Ancona, Taranto e Perugia, che sono poi rinati dalle proprie ceneri. Hanno scritto, va detto, anche pagine di trionfi e successi, ma nel mondo del calcio, si sa, la gratitudine non è di casa; l'ultimo risultato è quello che conta.

E la storia recente racconta di fallimenti e retrocessioni, di inchieste giudiziarie e condanne, cose che con il calcio non hanno nulla in comune. E allora ecco che le grandi piazze si sono ritrovate in categorie che non competono loro, o, come nel caso di Padova, Reggina e Bari, sono ancora in serie B, ma di certo non nelle posizioni di classifica nè nelle condizioni economiche che la loro storia meriterebbe. Resistono il Palermo e lo Spezia che oggi lottano per la serie A, e che contribuiscono a dare blasone al campionato cadetto. Lungi da noi, con queste considerazioni, voler sminuire il lavoro e il più che giustificato entusiasmo delle cosiddette 'cenerentole' di questa B, dal Latina al Trapani, passando per il Lanciano. Tutte realtà oggi sotto i riflettori, ma che mai, nella loro storia recente e passata, avevano calcato il palcoscenico della serie B. Il campionato cadetto è interessante, equilibrato, avvincente, combattuto. Però, diciamocela tutta, lo spettacolo degli anni passati, quello delle partite da 30000 spettatori, degli scontri fra le grandi città d'Italia, davvero non c'è più.

Fonte Francesca Simonelli