Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Livorno, lo spettro della paura

Livorno, lo spettro della paura TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
lunedì 18 aprile 2011, 00:00Editoriale

Inutile girarci intorno: il Livorno comincia ad avere paura. Sei giornate alla fine ed altrettanti punti di vantaggio sulle quint'ultime anche se con gli scontri diretti a favore che portano il margine di sicurezza a 7 punti, vale a dire tre partite. Dopo Reggio Calabria si parlava di nove finali nelle quali ottenere ciò che serviva per raggiungere i play-off. Bene: la prima terna composta da Modena, Triestina e Crotone ha portato la miseria di un punto in cascina ed accorciato le distanze con la zona pericolante che dopo il blitz di Torino erano di ben undici punti. Inoltre c'è un altro problema: la condizione psicologica della squadra che adesso sa molto bene che i passi falsi concessi sono ridottissimi e forse non ci si possono neppure più permettere, a cominciare da venerdì tardo pomeriggio in quel di Empoli contro una squadra euforica dopo aver preso tre punti a Bergamo, anche se a dire la verità abbastanza lunatica, ma comunque che si presenta al derby in condizioni migliori del Livorno. Tra l'altro: l'Albinoleffe ne ha fatti quattro al "Tombolato": chi sta meglio tra seriani e labronici a livello di umore? Gira tutto male: la squadra non è proprio spettacolare a vedersi, ma ci sono occasioni create in abbondanza e non finalizzate, reti assurde subite come quelle di Pasquato e Djuric, un mister nell'occhio del ciclone poco amato dalla tifoseria più calda dopo il "vaffa" contro il Grosseto e che se al "Castellani" non farà punti potrebbe pagare dazio e vedersi stracciare il suo contratto con scadenza 2012.

Già in preallarme Pillon e Cei. Da qui in poi il discorso si farebbe lungo, cominciando con le due campagne acquisti luglio-settembre 2010 e gennaio 2011, fino alla presa d'atto da parte di Novellino che in fin dei conti la rosa è questa, vale a dire la stessa che trovò a metà febbraio quando l'indubbia voglia di rimettersi in discussione lo portò a firmare il contratto con Spinelli quasi ad occhi chiusi. Forse che l'uomo di Montemarano ha preso atto che non solo lui più di questo non può fare e che i suoi ragazzi non possono fare meglio di così? Ci auguriamo proprio di no, ma a prescindere dall'esito della stagione ci sarà da farsi qualche domanda su una squadra divertente nel girone d'andata e in forte calo in quello di ritorno. Tipico del Livorno spinelliano, tra l'altro (vedi i tornei del 2003, 2006, 2008 e 2010), ma che comunque non può farci credere che gli amaranto siano inferiori o pari livello di Cittadella, Portogruaro, Piacenza, Albinoleffe od Ascoli. Novellino si trova nella poco bella situazione di sentirsi sulla graticola e contemporaneamente di risollevare le sorti di una squadra sull'orlo del collasso prima di tutto psicologico, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare se tra cinque giorni lo stato di cose dovesse crollare. Missione impossibile certamente no, perché in fin dei conti il Livorno ha gli uomini adatti per levarsi dall'impasse e concludere il campionato senza affanni (ma nemmeno aggiudicarsi un posto per i play-off), ma che ad oggi non si presenta facile.

Fonte www.amaranta.it