LATINA, SOGNO O ILLUSIONE? TRE KO DI FILA, MA LA COLPA NON E' SOLO TUA
Chissà se basterà una lettera d’amore, e precisamente quella di Pasquale Maietta, a risollevare le sorti del Latina. La squadra di Breda sembra infatti subire un momento di pressione e nervosismo, tradotti in sette gol subiti in solo tre partite – contro Trapani, Modena e Pescara - e zero reti messe a segno dalla formazione nerazzurra.
Può ancora durare il sogno dei pontini? O è solo un’illusione? Il Latina ha pensato in grande negli ultimi cinque anni, partendo dalla serie D fino ad arrivare al campionato cadetto. I nerazzurri ci hanno creduto – e forse ci credono ancora – anche in questa stagione: tre settimane fa erano addirittura a una lunghezza dal secondo posto. L’ondata di entusiasmo è stata così travolgente da riempire gli stadi praticamente a ogni partita, provocando l’illusione che fosse davvero possibile arrivare in serie A. E ora che i sogni sembrano infrangersi la società chiede supporto ai tifosi, chiede di mostrare attaccamento ai colori e soprattutto, chiede di non mollare e di stringersi intorno alla squadra in un momento di forte difficoltà.
Ma la colpa è solo del Latina? La colpa di aver avuto delle aspettative più grandi delle sue effettive possibilità? Probabilmente no. È pur vero - come sostiene Maietta stesso – che mancano ancora undici partite e l’esito del campionato non è del tutto scontato, ma è altrettanto certo che questa serie B lascia ben poco spazio alla fantasia. Quest’anno il bel gioco è praticamente assente in tutte le piazze e la qualità scarseggia: solo il Palermo si è distinto dalle altre squadre per capacità tecniche e ambizione, al punto da annullare la competizione anche con chi sulla carta doveva avere qualcosa in più – come il Pescara - almeno per esperienza rispetto al resto del gruppo.
Alti e bassi, quindi, per tutte le squadre. Di fronte alla mancata costanza nei risultati anche delle formazioni più importanti e da cui ci si aspettava di più, alle piazze più piccole come il Latina non resta che approfittare dei momenti di debolezza altrui, per racimolare punti e avere l’illusione di poter ambire a un posto nella massima serie. Tuttavia, con il procedere del campionato, la stanchezza comincia a farsi sentire e i club con maggiore esperienza riescono a gestire meglio i cali fisici e a risalire la china della classifica.
Innanzi a questa serie B con così poca qualità, riuscire a capire chi veramente merita la promozione è impossibile. Oltre al Palermo, non ci sono certezze, e le altre squadre peccano di incostanza. Cosa resta da fare quindi alle piccole piazze come il Latina? Al contrario delle altre, quest’ultima deve puntare sì sull’entusiasmo ma anche sulla preparazione e su una buona gestione delle risorse. Quest’anno a fare la differenza sono state le neopromosse, lanciate dalla passione e dall’esaltazione dei tifosi, che hanno oscurato - seppur per brevi sprazzi di campionato - le squadre più prestigiose. Per fare il salto di qualità questo non basta. Nel caso del Latina ripartire con uno stadio idoneo, una tifoseria sempre presente e un mercato più oculato può essere la mossa vincente per non cadere nella trappola.


