Latina, la panchina di Breda da sogno a incubo
Siamo quasi al girone di ritorno ed il Latina è ancora alla ricerca di una sua vera identità. Dopo Beretta, a pagare il difficile secondo anno in assoluto in Serie B per la storia della società è il tanto amato dalla tifoseria e da gran parte dell’ambiente Roberto Breda.
Dopo 14 partite disputate in cui sono state collezionate 5 sconfitte, 7 pareggi e solo due vittorie che non hanno fatto uscire la squadra dal deludente penultimo posto in classifica, l’entourage nerazzurro ha deciso di sollevare dall’incarico il condottiero dell’inatteso terzo posto finale della passata stagione.
Un gruppo quasi completamente nuovo preso a stagione in corso, formato da pedine comprese nel pacchetto della precedente gestione tecnica e non al top della condizione ad inizio campionato e con molti dei componenti della eccellente passata stagione ormai emigrati altrove.
La panchina nerazzurra da posizione privilegiata a posizione scomoda per Breda, in un’annata nata male e proseguita quasi peggio dopo il suo ritorno a furor di popolo alla guida tecnica, in seguito ai deludenti risultati ottenuti con Beretta allenatore. 13 punti in 14 partite che però negli occhi e nel cuore dei sostenitori nerazzurri, rimarranno sommati ai 68 del campionato 2013/2014, un annata davvero sopra le aspettative, conclusasi con la sconfitta nella finale play off.
L’avvicendamento con Mark Iuliano, già allenatore della Primavera e che dal 7 gennaio riprenderà gli allenamenti in vista del inizio del girone di ritorno, testimonia ancora di un Latina alla ricerca della sua vera e identità al giro di boa del campionato con il perdurare delle difficoltà da parte di alcuni interpreti di dimostrare continuità di gioco e risultati. Forse, il mercato di Gennaio nel quale si prevedono alcuni importanti movimenti in uscita, ci dirà come poter risollevare il morale di una piazza che quest’anno si aspettava tutt’altro che una stagione passata nei bassi fondi della cadetteria.


