Laribi, la stella italo-tunisina che non voleva nessuno
Giovane età, talento ed estro, tre qualità che descrivono il gioiello di proprietà del Sassuolo.
Cresciuto nel vivaio dell'Inter insieme a Santon, Balotelli e Obi, Karim Laribi, per gli amici “Kim”, non riesce ad attirare le attenzioni di Mancini prima e dello Special One poi.
Il classe 91' scalpita e allora decide di assentarsi dagli allenamenti di Appiano Gentile e, con la scusa di una gita scolastica, sostiene un provino col Fulham che lo ingaggia per due stagioni.
Nel 2009 fa il suo ritorno in Italia tra le fila dei giovani del Palermo dove, successivamente, viene girato in prestito al Foggia sotto la guida tecnica del maestro Zeman.
Il boemo valorizza le doti tecnico-tattiche del fantasista votato al sacrificio e ne accresce la sua autostima.
Nella stagione successiva approda ai neroverdi del Sassuolo con la formula della comproprietà dove, nella prima stagione disputata, colleziona 7 gettoni ed un goal.
Nel 2013, dopo aver conquistato il titolo della cadetteria con gli emiliani, al termine ultimo per le risoluzioni delle compartecipazioni, né Sassuolo né Palermo formulano un'offerta per il cartellino del giocatore, che resta quindi nell'ultima società che lo ha tesserato.
Dopo un esperienza l'anno successivo con il Latina, approda al Bologna dove trova la sua consacrazione. Sotto la supervisione di Mister Diego Lopez, il numero 21 felsineo, ha lavorato moltissimo sul suo tallone d'Achille ovvero la gestione delle forze fisiche. Pur avendo caratteristiche chiaramente offensive, il nazionale under 21 italiano, ha la prerogativa di correre anche per i compagni in ripiegamento difensivo, compromettendo, inevitabilmente, la lucidità sotto porta.
Avendo affinato il feeling con il goal, Karim è l'arma in più per il Bologna: prestazioni di altissimo livello e tecnica improntata ad uno stile di gioco moderno, garantiscono alla sua squadra una qualità offensiva superiore alla media.
Il trequartista dai grandi polmoni sa, qualunque sia il destino dei rossoblù in questa stagione, che il prossimo anno lo attendono grandi palcoscenici, facendo ricredere, magari, chi al Sassuolo non aveva scommesso su di lui.


