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Il futuro ha un nome antico

Il futuro ha un nome antico TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Alberto Neglia
giovedì 29 maggio 2014, 00:00EDITORIALE

Prendiamo solo in prestito, senza voler peccare di presunzione e oltraggio, l'aforisma di Carlo Levi a titolare il nostro editoriale. Vuol essere un omaggio, piuttosto; nel nostro caso, il condizionale è d'obbligo, perchè trattasi di una suggestione, quella da cui muove la nostra riflessione.

E' una notizia rimbalzata nelle ultime ore e che desta sorpresa ora e un attimo più tardi ispira diffidenza. Che Antonio Cassano possa meditare un ritorno a casa, nella sua vecchia Bari o Bari Vecchia, al momento appare una ipotesi surreale.

Legittimamente, ci ha creduto chi ha prestato fede al nuovo proprietario della società pugliese. Negli ultimi giorni, Gianluca Paparesta ha apertamente palesato il suo gradimento per il talento barese, ostentando una sospettosa fiducia circa le possibilità che un'operazione di tale portata possa chiudersi. Ha chiarito sì, la natura onirica delle sue parole; ma perché spingersi così oltre? Proviamo a vestire i panni dell'ex arbitro e giustificare le sue dichiarazioni: al momento, non riusciamo a individuare le ragioni che possano aver fomentato l'enfasi del buon Paparesta, soprattutto alla luce dell'incertezza sul destino della squadra di Alberti.

Non v'è certezza di agguantare i play-off quando manca solo un turno al termine del campionato, figurarsi se a muovere le confessioni di Paparesta vi sia la persuasione di poter tornare nella massima serie. Potremmo sempre leggere tra le righe, magari scorgeremmo un intento lusinghiero, un invito non troppo velato al 'Pibe' di Bari, perché faccia ritorno nel club che l'ha introdotto al calcio che conta.

Ci limiteremo, intanto, a illustrare i pro e i contro di un eventuale ritorno di Antonio Cassano a Bari, assecondando questa suggestione, ignorando se si tratti di una fantasia o meno.

PRO

Dal punto di vista meramente tecnico, il calciatore non è in discussione. Antonio Cassano sarà, a meno di sorprese delle ultime ore, l'attaccante che la Nazionale italiana esibirà in occasione del Mondiale brasiliano. La stagione con il Parma è stata probabilmente la migliore che si ricordi di Fantantonio dal principio della sua controversa carriera, valsa ai ducali l'EL e al calciatore la chiamata di Cesare Prandelli. Proprio l'attuale stato di grazia ci esorta a dubitare ulteriormente. Alla stregua di un'integrità fisica salvaguardata, Cassano pare aver preso le distanze dalle 'Cassanate' che ne hanno influenzato il percorso e raggiunto la maturità giusta.

CONTRO

D'altro canto, avremmo difficoltà a calare Cassano, oggi, nello spogliatoio dei bianco-rossi. La rosa di Alberti è costituita da elementi giovani e predisposti al sacrificio. In un contesto laborioso e votato allo stacanovismo, allo zelo, un personaggio come Cassano sarebbe come un pesce fuor d'acqua. Un individualista dall'ego ingombrante potrebbe provare e creare disagio in un ambiente collettivista, per così dire. Ergo, il rischio di imborghesire e snaturare la squadra è concreto.

Le nostre riflessioni potrebbero perdere di efficacia già domani; basterebbe che una delle parti in causa si esponga e smentisca tutto. Quindi, non ci spingeremo oltre: a Bari l'avvenire è avvolto nel mistero, si fa fatica a delinearne i contorni. Resta l'ipotesi, certo affascinante, che il futuro possa avere un nome antico.