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Fair play finanziario. L'Italia, adesso, è pronta alla rivoluzione

Fair play finanziario. L'Italia, adesso, è pronta alla rivoluzione TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
martedì 29 marzo 2011, 01:29Editoriale
Nato il 01.07.1972, avvocato, iscritto al Foro di Bergamo, ha collaborato sino al 2009 con l'Università di Bergamo alla Cattedra di Diritto Privato prima e quella di Procedura Penale poi, socio dello studio legale Di Cintio- Ferrari.

Gentili lettori,

vi confermo che il Fair Play Finanziario potrà continuare nella sua progressiva applicazione poiché l'ideatore di questo nuovo sistema di valutazione economica della società sportiva è stato rieletto a capo della Uefa: sto parlando, ovviamente, di Michael Platini.

Le Roi, infatti, all'atto della sua nomina, la scorsa settimana, ha ribadito che il sistema ideato è stato concepito per non fare sconti ad alcuno, nemmeno alle cosiddette grandi del calcio europeo nell'ambito del quale conterà poco il passato ( coppe e trofei), seppur glorioso, a vantaggio di un solido presente economico.

La stagione 2012-2013 è dietro l'angolo e il Fair Play Finanziario incombe per le società che oggi stanno facendo poco per mettersi in regola con la nuova normativa sulla quale il Presidente Francese non intende, giustamente, derogare.

Interessante, pertanto, alla luce di quanto sta per accadere, è verificare come si stanno comportando le società Italiane intenzionate a partecipare, in futuro, alle competizioni internazionali.

Ricordo, a chi non mi ha seguito nelle precedenti puntate di questo argomento, che il Fair Play Finanziario (FPF) impedirà alle società di spendere per giocatori più di quanto guadagnano favorendo, invece, gli investimenti negli stadi di proprietà e nel settore giovanile, pena l'esclusione dalle competizioni europee.

È chiaro che la nuova impostazione della società sportiva dovrà virare verso una gestione manageriale che avrà effetti a cascata, prima, nel massimo campionato e, poi, nelle categorie inferiori professionistiche.

Ci saranno pertanto società che, se ben amministrate, potranno ambire alla massima ribalta nazionale ed europea dove si accederà, oltre che per meriti sportivi, in base al risultato economico di impresa che costituirà il presupposto della futura eccellenza sportiva.

Ma come è la situazione delle grandi squadre Italiane? Si stanno adeguando al FPF o si stanno ispirando al principio del "chi vivrà vedrà"?

Difficile dirlo in questo momento ma ci proveremo.

È chiaro che Inter, Milan e Juventus sono state le prime a percepire la novità e cercare di adeguarsi per giungere puntuali all'appuntamento con il FPF che, nella stagione 2014-2015, comincerà a mietere le prime vittime a livello internazionale.

Premetto che il fatto che tutte abbiano posto in esser investimenti, anche errati, nelle recenti campagne trasferimenti non significa che queste non stiano impostando una nuova politica societaria nel rispetto della nuova normativa.

L'Inter, correttamente, ha compiuto, in estate, delle operazioni volte a contenere i costi di gestione (Pazzini è stato, comunque, un colpo ben valutato) e ciò ritengo sia un sintomo evidente di come la politica della società stia cambiando e stia virando verso un adeguamento costante a quanto richiesto dall'Uefa.

Inoltre, la recente vittoria al Torneo di Viareggio testimonia come il sodalizio milanese sia intenzionato ad investire nel settore giovanile nel quale, ogni anno, vengono inseriti i migliori giovani che i talents scout neroazzurri trovano in giro per il mondo, senza dimenticare gli Italiani a cui l'Inter ha prestato ultimamente molta attenzione. Non sono un caso le scoperte dei vari Balotelli, Santon, Destro e Natalino solo per citarne alcuni. Questo modus operandi è un bell'esempio di scelta tecnica armonizzata alla politica economica societaria.

Il Milan, invece, è stato quello che per primo ha avvertito la novità in arrivo ed ha agito di conseguenza impostano operazioni di mercato con investimenti su giocatori svincolati oppure con prestiti da altre società proprio per giungere puntuale all'appuntamento con il FPF nei parametri richiesti dalla Uefa.

La stessa operazione di Kakà, in passato, era stata condotta, dichiaratamente, nell'interesse finanziario della società. Il Milan negli ultimi anni ha palesemente ( e correttamente) puntato al contenimento dei costi proprio per rientrare nei limiti economici voluti dalla Uefa e per poter, in futuro, tornare a primeggiare puntando su talenti da rigenerare come Robinho e Ibraihimovic. Trattasi , anche in questo caso, di strategie aziendali condivisibili.

Ritengo infine che, indipendentemente dai risultati sportivi, la società che stia meglio interpretando lo spirito del FPF sia la Juventus che, pur in assenza di una legge sugli stadi ( per costruire uno stadio non serve una legge), è partita in anticipo nel dare vita ad un progetto immobiliare che, nel futuro, darà sempre maggiore stabilità finanziaria al club. La Juventus ha anticipato tutti sotto questo aspetto.

Da questo punto di vista debbo dire che i bianconeri, nei prossimi anni, saranno quelli che, a fronte degli investimenti nel settore giovanile e nello stadio, potranno avere ( proprio perchè hanno anticipato i tempi) quella solidità finanziaria che potrà consentire loro di ritornare a primeggiare in Europa in forza di una stabilità economica che è al momento in costruzione.

Infine, vorrei spendere qualche riga sulle outsider future: su tutte Udinese che oggi è già una realtà all'avanguardia ma, anche, il Napoli che rappresenta un esempio per quanto concerne le gestione sportiva d'impresa.

Il FPF premierà le squadre che oggi stanno costruendo dei progetti sportivi ed economici credibili come appunto la squadra Friulana e quella Napoletana che, nei prossimi anni, potranno definitivamente compiere il salto di qualità solo se saranno in grado di compiere tutti i passi che la Uefa richiede per primeggiare nelle competizioni Europee.

Fonte TMW - Cesare Di Cintio