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Ecco come le big sprecano i pass per la Serie A, al Verona la palma d'oro. Il Gubbio retrocede meritatamente, adesso programmi chi può: e intanto la prossima diventa decisiva per tutti

Ecco come le big sprecano i pass per la Serie A, al Verona la palma d'oro. Il Gubbio retrocede meritatamente, adesso programmi chi può: e intanto la prossima diventa decisiva per tutti TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Marco Fornaro
giovedì 17 maggio 2012, 00:01EDITORIALE

Il 40^ turno di Serie Bwin verrà sicuramente ricordato come quello delle occasioni mancate. Match point apparentemente semplici o big match in cui è stata eccessiva la dose di punti gettati al vento. A partire dal Torino, regolato meritatamente da un’altra grande del campionato cadetto, il Pescara, che grazie ai centri di Insigne e Immobile, accompagnati da un fragoroso Verratti, meritevole della chiamata di mister Prandelli, il quale ha avuto il coraggio di concentrarsi sul rendimento e non soltanto sui nomi, ha steso l’equipe di Ventura, volutamente orfano dei due punti cardine dell’attacco: Bianchi e Meggiorini. Scelta pagata a caro prezzo contro una compagine pronta al salto di qualità, ma che dovrà fare i conti con una eventuale penalizzazione. Ma se gli abruzzesi appaiono gli unici a non acquistare la palma di sciuponi, ecco la smentita giunta pochi giorni dopo il primo posto ottenuto sabato e puntualmente perso 48 ore fa. Il tutto ad opera del Livorno, che forte dell’iniziale vantaggio per 0-2, ha saputo resistere sagacemente al forcing dei biancoazzurri, incapaci di superare Bardi che, di fatto, riconsegna il primato allo stesso Torino, quasi imbattibile tra le mura amiche. In un altro recupero, infatti, i piemontesi hanno sconfitto per ben 3 reti a 0 il Sassuolo, giunto da un passo falso pesante nella stessa Livorno, con due punti persi  difficili da recuperare a 180’ dal termine in vista della promozione diretta. Sembra un labirinto intricato, le cui vie d’uscita si riducono sempre più per chi rincorre. Specialmente per il Verona, che merita assolutamente l’oscar dei passi falsi della 40^. 

42 giornate sono un inferno per tutti e un periodo-no può assolutamente capitare. L’Hellas è stato, d’altro canto, caparbio a mantenere per tutto l’arco del campionato un filotto strepitoso di risultati, accompagnati da pochissimi punteggi negativi, risultati come semplici nuvole passeggere. Totalizzare un solo punto, però, contro un Albinoleffe derelitto e già condannato da tempo alla Lega Pro, rischia di incidere pesantemente sulla volata verso i primi due posti, dove, questa volta, si sono frapposti tra i butei e il secondo posto due elementi distruttivi: la sfortuna e i nervi, quasi una conseguenza del primo fattore. Le due traverse scheggiate al 93’ e i miracoli di Tomasig hanno salvato, seppur molto (troppo) parzialmente l’onore dei seriani. Più il tempo scorreva e più la pressione psicologica la faceva da padrona sulla squadra di Mandorlini, che dovrà fare a meno sino alla fine del campionato di uno degli uomini più decisivi della retroguardia, quale Abbate, espulso dalla panchina, con conseguente dito medio mostrato alla terna. Un gesto deplorevole ed assolutamente da non professionista. Detto questo, torniamo all’analisi di una classifica più delineata. II Toro ha un piede e mezzo in A, il Pescara soltanto uno, ma se il calcio-scommesse dovesse portar novità, allora lo scenario si rivolterebbe, rendendo a 3 la lotta con Sassuolo e Verona, ancora non arresi alla corsa finale. Chi è in zona play-off e che tutti vorrebbero evitare è sicuramente la Sampdoria. Errare è umano, perseverare è diabolico. Ed allora, dopo una prima parte di stagione simile al fatale rush finale della scorsa, pessima, annata, la società ligure ha saputo porre rimedio in 30 giorni, ricomponendo la squadra nei settori giusti e soprattutto parlando meno e agendo con i fatti, che al momento danno ragione ai doriani.

La settimana scorsa parlavo del campionato da ridurre a 20 squadre. Bene, oggi che molte squadre hanno poco altro da aggiungere, il piano da effettuare, per le società non coinvolte o solamente in minoranza nello scandalo scommesse, è quello di programmare. Il tempo è denaro, iniziare a gettare le basi per la prossima stagione per compagini come il Brescia è fondamentale. Le rondinelle hanno tutti i doveri di tentare la risalita già dal prossimo campionato; cercare di chiarire gli obiettivi e specialmente iniziare a lavorare per conseguirli è la prima mossa da fare. Così come per il Padova, oramai sempre più distante dalla zona play-off.

Chi è retrocesso sabato è il Gubbio, che intanto volge lo sguardo verso il calcio scommesse, nella speranza di un clamoroso ripescaggio. Sul campo tutto rispecchia i valori, difficilmente 40 giornate sono bugiarde nei giudizi. Gli umbri non hanno beneficiato, sostanzialmente, di un certo equilibrio. Quattro allenatori in un anno sono sintomo che qualche meccanismo non ha funzionato e che la Lega Pro è una sentenza più che legittima. Ed a proposito di cambi in panchina, oramai di routine in Italia, facciamo una domanda al presidente Camilli: che senso può avere esonerare Ugolotti (4^ cambio anche qui) a due giornate dalla fine, quando il Grosseto non ha più nulla da giocarsi?

In virtù di tutti gli obiettivi, però, la prossima giornata sarà quella decisiva. Più dell’ultima. Quella da seguire minuto dopo minuto. Nocerina-Padova, nonostante destini differenti, è fondamentale per entrambe. Se i molossi perdessero, accompagnerebbero Albinoleffe e Gubbio in Lega Pro, se dovessero vincere schiaffeggerebbero moralmente i veneti, partiti con un progetto ambizioso e pronto a contendersi il primato con Toro e Samp, e clamorosamente fuori dagli spareggi finali. La stessa Sampdoria ha davanti un avversario proibitivo, il Pescara. Gli uomini di Iachini saranno supportati a gran voce dalla loro grande tifoseria, così come uno sguardo al “Ferraris” verrà dato da Sassuolo e Verona. Vincere per i blucerchiati è fondamentale, visto che lo stesso Hellas affronta al “Bentegodi” il Varese, che qualora dovesse veder perdere il Pescara e qualora non dovesse vincere la prossima sfida, si farebbe sorpassare. Ed allora, tutti a seguire un finale tachicardico, vietato ai deboli di cuore. Questa è la Serie Bwin, prendere o lasciare: lunga, logorante, ma soprattutto divertentissima.