Dagli altari alla polvere, i bomber da A ed il caso Salernitana
Dagli altari alla polvere. Tanto in serie A come in serie B, il weekend calcistico non ha lesinato le emozioni, tanto forti quanto inattese. Se da un lato l’Inter capolista è caduta a Catania, riaprendo di fatto un campionato che pareva chiuso a doppia mandata, dall’altro, anche il Lecce, padrone fin qui incontrastato del campionato cadetto, è crollato rovinosamente.
Il 5 a 1 con il quale la (ex) cenerentola Cittadella è riuscita ad espugnare il Via del Mare, è stato ancor più fragoroso, in realtà, del tonfo dei dirimpettai nerazzurri. Sia perché verificatosi, appunto, nella tana dei lupi salentini, ed anche a causa di una situazione che al momento vede le prime sei (!) della classe in un fazzoletto ampio la miseria di quattro punti. Tutto da rifare, per intenderci.
Chi sugli altari non c’è mai stato, invece, ma è finito per ritrovarsi invischiato in una polvere ben più soffocante di quella mitigata dall’aria di alta classifica, è stato invece il buon Gianluca Grassadonia. Il mister della Salernitana ha pagato a prezzo carissimo l’ennesimo passo falso dei suoi, sempre più padroni dell’ultima posizione. Il pari interno contro il Cesena, ed alcune scelte discutibili (leggi cambio Dionisi-Caputo), hanno infatti causato l’allontanamento dell’ex difensore del Cagliari dalla panchina granata ed il suo avvicendamento con quel Cerone che era stato fin qui il tutor di Grassadonia (che rimarrà comunque nei ranghi campani). Buona fortuna a lui.
Passando ai volti lieti della cadette ria, non possiamo che aprire il capitolo bomber. Accanto all’ormai arcinoto Mauricio Pinilla, la cui promozione in serie A a prescindere dalle sorti del suo Grosseto pare scontata, sono tanti i fiori sbocciati nel rigoglioso giardino di serie B.
In primis il milanese Matteo Ardemagni. Il bomber del Cittadella è stato l’artefice principale dell’exploit veneto a Lecce, ed i suoi numeri non fanno che dare ulteriore fiato a chi lo accosta da tempo (più per identità di maglia che per caratteristiche) all’ex Meggiorini. L’augurio è che l’attaccante troppo presto mollato dal Milan possa avere miglior sorte del predecessore nella categoria maggiore.
Piacevoli conferme, al di là di Caracciolo, e Rolando Bianchi, i meno reclamizzati ma altrettanto efficaci Antenucci e Mastronunzio. Il furetto dell’Ascoli è tornato al gol su azione dopo un digiuno di quasi due mesi, mentre la “vipera” dell’Ancona, puntuale come una sentenza, ha avvelenato con una sconfitta la visita del Torino al Del Conero.
Sempre per restare in tema di erpetologia, non è mancato neppure il morso del cobra: Claudio Coralli ha confermato appieno la sua vena realizzativa, che accostata a quella del compagno di reparto Eder ha portato ben 21 reti alla causa empolese.
Chiudo argomento ed articolo salutando il ritorno alla vita (calcistica s’intende) di Daniele Vantaggiato. Il bomber brindisino ha siglato la prima rete della stagione nella sua avventura patavina. L’augurio che il campionato possa aver ritrovato un sicuro protagonista va al di là di ogni simpatia e fede calcistica.


