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Caro futuro compratore, la passione non ha prezzo. Il Bari non deve scomparire

Caro futuro compratore, la passione non ha prezzo. Il Bari non deve scomparire TuttoB.com
© foto di Giacomo Morini
autore
Francesca Simonelli
sabato 29 marzo 2014, 12:30EDITORIALE

Il 15 gennaio 1908 nasceva la Foot-ball club Bari, prima squadra di calcio della storia del capoluogo pugliese. 19 anni dopo, nel 1927, veniva creata l'Associazione Sportiva Bari, nata dalla fusione di due società minori, la Liberty e l'Ideale. Oggi, e più precisamente il 10 marzo 2014, ovvero 87 anni dopo, viene annunciato il fallimento della suddetta società, dopo 37 anni di gestione da parte della famiglia Matarrese, che oberata dai debiti, fa dietrofront. Ora, in una serie B il cui livello è calato vertiginosamente, in particolare dal punto di vista dell'importanza e del prestigio delle piazze che vi partecipano, perdere il Bari, che è uno dei pochi club che merita di stare nel campionato cadetto come bacino d'utenza e blasone, sarebbe un delitto. Una sconfitta per il nostro calcio, sempre più povero, sempre più indebitato. 

 

Basti pensare che la gara Bari-Cesena, giocatasi nel turno infrasettimanale valido per la trentunesima giornata di campionato, è stata accompagnata dal sostegno di circa ventimila tifosi, accorsi al San Nicola per far sentire la loro vicinanza ad un club che per trent'anni ha militato nella massima serie e che ora rischia di scomparire. No, una piazza così non lo merita. Una piazza del genere deve stare nel calcio che conta. I curatori a cui il Bari è stato affidato, il dott. Marcello Danisi, presidente dell’Ordine Commercialisti di Bari, ed il prof. Gianvito Giannelli, hanno già depositato la perizia di stima per l'asta, nella quale si legge che la società vale 7.2 milioni, di cui 4.3 milioni di valore d'azienda, e la restante parte come debito sportivo. Ma la vera passione, la cosa più bella, una delle poche per cui vale ancora la pena seguire il calcio, ha un valore inestimabile, che non può essere misurato in milioni di euro, e che sarà la prima forza del, si spera, nuovo Bari.  Il punto di partenza per una nuova era del club pugliese. 

Ma chi farà parte di questa nuova era? Chi ne sarà il fautore? Dopo i tanti, troppi accordi sfumati in passato, anche quello più recente, prima del fallimento, la gente si aspetta stabilità. Ed ha ragione. E allora la cosa giusta da fare è tornare alle origini, ai tempi felici, quando non c'erano debiti, e il calcio era prima di tutto divertimento. Lo ha pensato Gianluca Paparesta, ex arbitro professionista nonché ex club manager dell'As Bari, che insieme a Fabio Sperduti, socio di minoranza, ha costituito una "nuova" società, il Football club Bari 1908. Sarà questa la "srl", registrata alla Camera di commercio di Bari, in cui confluiranno i fondi del futuro proprietario. Ad oggi le ipotesi sono tre: la prima è una coppia di magnati proveniente dalla Russia e vicina al Presidente Putin, ipotesi però ostacolata dalla cosiddetta Black List degli USA, una lista, per dirla in breve, di 21 società russe che, per motivi legati al caso della Crimea, non possono spostare i propri capitali in Europa; la seconda opzione, meno proibitiva, è un gruppo imprenditoriale arabo, sul quale però Paparesta non si è dichiarato; infine, ultima possibilità, un noto gruppo imprenditoriale italiano. 

Il tempo, intanto, stringe, e si avvicina la data dell'asta. La gente di Bari attende con ansia di conoscere il nome e il volto del nuovo patron. La certezza, per ora, è solo una: il calcio che conta non può e non deve perdere il Bari, piazza da ventimila tifosi a partita, che in questo momento è stretta come non mai intorno alla propria squadra. E allora qualcuno compri questo club. Perchè la passione non mancherà. E quella, caro futuro compratore, non ha prezzo.