Capocannonieri, ogni quattordici anni vince un "under": segno del destino o la rotta è cambiata?
Cinici e spietati ma anche esperti, attempati e con diverse "primavere" sul groppone. E' questo il profilo del capocannoniere degli ultimi anni, un giocatore nel pieno della sua carriera che ad un certo punto è esploso segnando reti a grappoli in tutta la Penisola. Per vedere vincere la classifica dei marcatori di Serie Bwin abbiamo dovuto aspettare la bellezza di quattordici anni. Prima di Ciro Immobile soltanto Marco Di Vaio ai tempi della Salernitana riuscì a vincere la graduatoria quando ancora era un imberbe under 21: per quale motivo la classifica dei marcatori viene dominata dalle "vecchie glorie" nonostante i tanti giovani che si mettono in luce ogni anno nel campionato cadetto? Che il segnale di quest'anno (Immobile, Insigne e Sau) possa essere l'inizio di una nuova era?
Dopo quelle fatidiche ventuno reti siglate da Marco Di Vaio nella stagione 1997/98 sono trascorse appunto quattordici stagioni e quattordici personaggi diversi che si sono avvicendati sul gradino più alto della lista dei cannonieri. Nella stagione successiva è l'esperto Marco Ferrante a vincere il titolo segnando 27 reti e terminando davanti ad altri due "vecchi" come Dario Hubner e Nicola Caccia. Nell'ultimo campionato a cavallo fra vecchio e nuovo millennio è Cosimo Francioso a vincere la palma del più prolifico mettendo a segno 24 reti con la maglia del Genoa. Con il nuovo millennio la musica non cambia e il principe dei bomber è sempre il più furbo e il più esperto.
In principio fu il sempre presente Caccia all'epoca al Piacenza che venne rimpiazzato in maniera egregia da Lulù Oliveira (ex Fiorentina e Cagliari che mise a segno ventitre reti sulle sponde del lago di Como), da Igor Protti (bandiera del Livorno con all'attivo ventitre gol nella stagione 2002/2003) e da Luca Toni (30 gol a Palermo nella stagione delle 46 partite). A seguire Bucchi, Spinesi, Del Piero, Godeas, Tavano, Eder e Piovaccari. Si passa dall'ariete d'area alla seconda punta più estrosa, ma tutti questi giocatori sono accomunati fra loro e non lasciano spazio agli under 21 che esplodono raramente.
C'è un altro dato curioso: prima di Di Vaio l'ultimo giovanissimo a vincere la classifica fu Marco Pacione, all'epoca all'Atalanta nella stagione 1983/84. Ebbene si, quattordici anni prima. Alla medesima distanza, come visto e stravisto, la vincerà Immobile: irrevcabile segno del destino oppure, grazie anche alla continua esplosione di giovani talenti, la rotta è finalmente cambiata?


